Cultura/Arte

Ricostruita la statua di Traiano scoperta a Laodicea

domenica 28 aprile 2019 Servizio ripresa da Turismo.it Foto: alamy

ISTANBUL - Potrebbe avere 1906 anni la statua, alta tre metri, scoperta nella città turca di Laodicea, nella provincia occidentale di Denizli, in Turchia.
Raffigurante l’imperatore romano Traiano, con al fianco un prigioniero inginocchiato e legato, questa era stata rinvenuta nel 2015 tra le rovine di un ninfeo distrutto in seguito a un evento sismico. Allora, però, non era integra come ora, bensì scomposta in 356 frammenti marmorei, di diversi dimensioni, che sono stati scrupolosamente studiati e riassemblati nel corso di questi quattro anni. In attesa del termine dei lavori relativi al nuovo museo di Denizli, sarà possibile ammirare la statua nell’antiquarium di Hierapolis.
Denizli è una città industriale sita nella parte sud-occidentale della Turchia, e attira tantissimi visitatori grazie alla vicina sorgente termale di Pamukkale. Ma sono da ammirare in questa zona anche l'antica città in rovina di Hierapolis, le rovine della città di Laodicea sul fiume Lycus, l'antica metropoli della Frigia. Nella zona di Honaz, invece, si trovava, nel I secolo d.C., la città di Colossi.
Lo straordinario sito di Pamukkale, che letteralmente significa “castello di cotone”, è sito nella provincia di Denizli. Si tratta di una località pari a poche altre al mondo, simili a questa soltanto le Mammoth Hot Springs in America, le terme di Saturnia in Italia, le Huanglong nello Sichuan, anche queste ultime patrimonio dell’Unesco.
I movimenti di origine tellurica hanno provocato numerosi e frequenti terremoti ma, accanto ai disagi, hanno originato numerose fonti termali particolarmente ricche in calcio e di anidride carbonica. Emergendo in superficie, l’acqua disperde gran parte dell’anidride carbonica, trasformando il bicarbonato in carbonato di calcio. Mutamento che provoca, anche a causa di un abbassamento della temperatura, la creazione di caratteristiche formazioni articolate in spessi strati bianchi di calcare e travertino. Particolarità che rende la zona simile ad un castello di cotone o ad una cascata di ghiaccio.
Purtroppo il continuo ed incessante sfruttamento del sito da parte delle numerose strutture ricettive ha determinato ingenti danni, anche a causa di un utilizzo di detergenti di natura industriale. Proprio questa situazione ha determinato l’Unesco ad intervenire distruggendo gli hotel abusivi e coprendo la strada abusiva da piscine di natura artificiale. Infine le parti imbrunite sono state sbiancate lasciandole esposte al sole prive di acqua per numerose ore al giorno, motivo per il quale numerose vasche sono completamente svuotate e coperte di acqua per sole due ore giornaliere.