Cultura/Arte

Nuove scoporte nelle antiche città di Magnesia e Perga

lunedì 22 ottobre 2018 Francesca Rossi/Mediterraneo antico Foto: Mediterraneo antico

ROMA - Pochissimi giorni fa, in Turchia, sono state portate alla luce sei statue risalenti a duemila anni fa.Il ritrovamento è avvenuto nella città di Magnesia, nel sud ovest del Paese.
Le statue si trovavano nell’antico tempio dedicato ad Artemide ed erano tutte posizionate a faccia in giù, una accanto all’altra. Si tratta di quattro statue dalle fattezze femminili, una dalle fattezze maschili e un’altra di cui gli archeologi non sono riusciti a stabilire il genere.
A dirigere gli scavi dal 1984 c’è il professor Orhan Bingöl, dell’Università di Ankara, il quale sostiene che il lavoro nell’area della città di Magnesia non sia ancora finito e che vi siano altre statue da riscoprire.
Magnesia fu una città greca dell’Asia Minore, non lontana dall’odierna Tekin, nel distretto di Germencik (provincia di Aydin), a circa quindici miglia da Mileto.
Venne conquistata dalla Lidia nel 700 a.C., nel 546 a.C. dai Persiani, nel 334 a.C. da Alessandro Magno. Infine passò nelle mani dei Seleucidi (301 a.C.), dei Tolomei (258 a.C.) e, attraverso la cessione al Regno di Pergamo (133 a.C.) in quelle dei Romani.
Questi ultimi la ricostruirono dopo il terremoto del 17 d.C.
Deve il suo nome completo, Magnesia al Meandro, proprio all’ubicazione nei pressi del fiume omonimo e alla magnetite, minerale di cui è ricca.
I primi scavi avvenuti in questo luogo tra il 1891 e il 1893 furono portati avanti dal team tedesco dell’ingegnere Carl Humann (1839-1896), il quale fu autore di un’altra grande scoperta, l’Altare di Pergamo (grazie agli scavi iniziati nel 1878).
Nella città di Magnesia Humann scoprì il già citato tempio di Artemide, il tempio dedicato a Zeus, dell’agorà, il teatro e il prytaneion (ovvero l’edificio in cui veniva custodito il fuoco sacro che non poteva mai essere spento).
Magnesia al Meandro è celebre anche per il tempio ellenistico di Artemide Leucofriene. L’architetto Vitruvio (80 a.C.-15 a.C.) scrisse che a costruirlo fu Ermogene (III sec. a.C. II sec. a.C.), il quale lo impostò secondo l’ordine ionico, con otto colonne sulla facciata e quindici sui lati.
Il tempio, datato al 190 a.C., venne edificato su un altro tempio ionico risalente al Vi sec. a.C. Sembra, inoltre, che la moglie e la figlia di Temistocle (530/520 a.C. 459 a.C) ne siano state sacerdotesse.
Magnesia era nota anche per un altro edificio consacrato al culto di Dyndimene, la madre di tutti gli dei, associabile alla figura di Cibele, la dea anatolica, appunto, personificazione della Natura e della sua forza creatrice (e, all’opposto, anche distruttrice).
La Turchia, però, ci riserva anche un’altra “sorpresa archeologica”.
Proprio in questi giorni è stato scoperto, nella città di Perga, nell’attuale provincia di Antalia, il mausoleo di Plancia Magna, donna straordinaria, sacerdotessa di Artemide coinvolta nella vita politica della sua città, che visse ben 1800 anni fa.
Perga si trova nella parte sud occidentale della Turchia e venne fondata nel XII secolo da coloni greci. Fu la capitale della Panfilia (odierna Antalia) e subì il governo achemenide (546 a.C.), di Alessandro Magno (333 a.C.) e quello romano (188 a.C.).
La famiglia di Magna Plancia si trasferì dal Lazio all’Anatolia; il padre, Marcus Plancius Varus, fu senatore e governatore della Bitinia, mentre la madre una sacerdotessa del tempio di Artemide a Perga.
Magna Plancia fu amata e stimata anche dopo la morte, ricordata con statue e iscrizioni per la sua indole decisa ma generosa. La famiglia di provenienza e quella del marito erano ricche e potenti, ma questa donna eccezionale riuscì a brillare di luce propria, partecipando attivamente, come sostiene Mustafa Demirel, direttore del sito di Perga e del Museo di Antalia, alla costruzione e alla vita della città di Perga, fino a divenirne una sorta di primo sindaco donna ante litteram (e nella Storia).
Il mausoleo è stato ritrovato durante uno scavo condotto dalla Direzione del Museo di Antalia e i lavori andranno avanti con l’aiuto del Ministero della Cultura e del Turismo.
All’interno dell’edificio vi sono delle iscrizioni sulla vita di Magna Plancia, su quela della città e dei suoi familiari; notizie fondamentali per ricostruire al meglio il passato di Perga.