Cultura/Arte

Storia, lingua, cultura: così la Turchia entra nella Cattolica

domenica 8 ottobre 2017 Federica Cavadini/Corriere della Sera Foto: Corriere della Sera

MILANO - Storia e cultura della Turchia e anche lezioni di lingua, in cattedra accanto a un professore di Storia contemporanea e dell’Europa orientale c’è una dottoranda dell’ateneo che arriva da Karabuk, nel nord del Paese della Mezzaluna.
È il corso avviato all’università Cattolica, nuovo ponte verso l’Asia dopo il programma di cinese e di arabo. Adesso la Turchia. Trenta ore per conoscere la storia contemporanea del Paese e altre quaranta di esercitazioni per iniziare a leggere e capire la lingua. «L’attenzione è alta su questo Paese che è snodo tra Europa e Medio Oriente, grande hub globale e fa molto parlare di sé non soltanto per le vicende interne legate anche al Governo di Recep Tayyip Erdogan», spiega Giorgio del Zanna che ha aperto il corso venerdì.Il primo gruppo — una decina di universitarie del corso di Relazioni internazionali che studiano arabo, francese, russo — ha già seguito anche la lezione di lingua con Gül Ince Beqo. «Dall’alfabeto siamo subito passati ai dialetti e alla zona della minoranza curda: le mie sono lezioni di grammatica ma non soltanto, sarà un corso più di cultura che di lingua», dice la docente, arrivata in Italia nove anni fa con Erasmus, laureata qui in lingue e letterature straniere e oggi alla Cattolica dottoranda a Sociologia impegnata nella ricerca sull’immigrazione turca in Italia. «Il corso sarà anche uno spazio di confronto — spiega —. Racconterò il Paese che amo con la positività che vorrei mantenere anche in questo momento particolare. E per i miei studi sarà interessante capire quali fonti utilizzano sulla Turchia, quanto conoscono e che giudizio danno, studenti che si occuperanno di relazioni internazionali».
Spiegano i docenti di largo Gemelli che si tratta del primo programma sulla Turchia proposto da un ateneo milanese, mentre ci sono già cattedre nelle università di Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Salento. «La storia, la cultura e la lingua turca sono poco conosciute in Italia eppure l’interesse è crescente tra imprenditori, politologi, funzionari di organizzazioni», dice il preside della facoltà di Lingue, Giovanni Gobber.Cultura e lingua turca entrano così nei piani di studio della Cattolica. Quindici anni fa il via ai corsi di cinese, nel 2009 l’apertura dell’Istituto Confucio e oggi sono più di cinquecento gli studenti che si specializzano su questa lingua. Poi l’arabo, a partire dal 2008, e oggi le lezioni sono seguite da trecento studenti. «Si riconferma l’apertura di questa università verso l’Asia. C’è un accordo di double degree con l’università di Pechino, più facoltà collaborano con atenei in Turchia, da dove molti studenti vengono qui non soltanto per il programma Erasmus, ma per formarsi e laurearsi in Italia- spiega del Zanna —. Soltanto all’università Cattolica sono 106 gli iscritti con cittadinanza turca».