Cronaca

Relazioni Spagna-Turchia

30 novembre 2021 Servizio ripreso da Futura D'Aprile/Linkiesta Foto: Linkiesta/laPresse

ROMA - Le relazioni tra la Spagna e la Turchia sono sempre più strette, soprattutto nel campo della Difesa. Nell’ultimo incontro tra il premier spagnolo Pedro Sanchez e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sono stati siglati importanti accordi commerciali tra i due paesi, nonostante i rapporti ancora tesi tra Turchia e Grecia e più in generale tra Ankara e Bruxelles.
Non sorprende quindi la reazione negativa di Atene: il governo ellenico chiede da tempo agli Stati membri dell’Unione europea una presa di posizione più decisa contro la Turchia, che minaccia gli interessi sia greci che comunitari nel Mediterraneo.
L’UE però si trova ancora una volta divisa sulla postura da assumere nei confronti della Turchia, come dimostrano non solo gli accordi con la Spagna ma anche la vendita di sei sottomarini ad Ankara da parte della Germania. 
Gli accordi in campo militare tra Spagna e Turchia non sono una novità. In passato Ankara ha realizzato la portaerei Anadolu in collaborazione con Madrid e si appresta adesso ad acquistarne una seconda ancora più grande, la Tracia. Secondo indiscrezioni, Erdogan e Sanchez sarebbero anche in trattative per l’acquisto da parte turca di almeno un sottomarino di produzione spagnola, ma sul tavolo ci sarebbero anche i famosi droni realizzati da Ankara. La Turchia negli ultimi anni si è specializzata nella produzione di velivoli senza pilota, diventati veri e propri strumenti politica estera. 
Ma a rafforzare le relazioni tra i due paesi concorre anche l’intervento della banca spagnola Bbva, che ha intenzione di acquistare il restante 50,15 percento delle azioni della turca Garanti con un investimento di massimo 2.25 miliardi di euro. Si tratta del più grande investimento singolo straniero nel paese anatolico degli ultimi anni. Il gruppo intende chiudere l’operazione entro il primo trimestre del 2022, ma al momento i mercati hanno accolto con timore la mossa della Bbva. Per gli analisti un simile investimento risulta al momento particolarmente rischioso.
A preoccupare è la crescente svalutazione della lira turca oltre che la sempre minore indipendenza della Banca centrale, che ha visto alternarsi diversi governatori in poco tempo a causa delle ingerenze della politica. Il crollo della valuta nazionale aveva portato pochi giorni fa alla fuga dal paese dell’Unicredit, che negli ultimi due anni ha perso 3,2 miliardi, ma ciò sembra non preoccupare il gruppo spagnolo. 
A esprimersi criticamente verso la mossa del governo è però l’opposizione, con il leader del Partito popolare che ha ricordato il sostegno della sua formazione all’unità territoriale dell’isola di Cipro e al rispetto dei diritti umani. La posizione assunta dalla Spagna nei confronti della Turchia ha invece incontrato il favore di Erdogan. Il presidente, a margine dell’incontro con Sanchez, ha lodato la decisione della Bbva di restare in Turchia e ha definito Madrid il suo miglior alleato in Europa.
La Spagna si è sempre opposta all’imposizione di nuove e più dure sanzioni contro la Turchia nei momenti di maggiore tensione tra Ankara Atene, allineandosi così a Italia e Germania. Insieme, questi tre paesi hanno evitato che le richieste del governo ellenico prevalessero, scongiurando così anche l’imposizione di un embargo nei confronti della Turchia che avrebbe danneggiato gli interessi di diversi Stati europei. Secondo i dati dello Stockholm International Peace Institute, Germania, Italia e Spagna, sono diventati i maggiori fornitori europei di armi per la Turchia: tra il 2015 e il 2019 Ankara ha importato ben il 43 percento delle armi dalle sole Roma e Madrid. 
Di questa divisione interna all’Unione ha saputo approfittare Erdogan, che per mesi ha continuato ad inviare nelle acque contese con la Grecia le navi adibite alla ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo, provocando Atene e i suoi alleati. Il governo ellenico, a livello europeo, può contare sull’appoggio della Francia, che si è impegnata a assistere militarmente la Grecia in caso di attacco da parte di un paese terzo, anche appartenente all’Alleanza atlantica. Parigi ha inoltre ceduto ad Atene alcune fregate, un lotto di aerei da combattimento Rafale e ha condotto diverse esercitazioni militari congiunte con la Grecia.
Secondo diversi analisti proprio l’alleanza politico-militare tra Grecia e Francia sarebbe alla base del rafforzamento delle relazioni ispano-turche. La Spagna non sembra tollerare l’espansione dell’influenza francese nel Mediterraneo, mare che Madrid reputa di propria competenza e nel quale vorrebbe aumentare la propria presenza. Stringendo in questo caso accordi nel settore militare e civile con il nemico di Atene e Parigi.  La rivalità tra gli Stati membri su politica estera e zone di influenza rischia però di minare gli sforzi per la creazione di un Esercito comune europeo, progetto che deve ancora guadagnarsi il favore di tutti i paesi e che vede tra i suoi massimi promotori la Francia. Senza un allineamento delle singole politiche estere, però, un ipotetico esercito comunitario potrebbe rivelarsi inefficace.