Cronaca

Droni TB2 venduti a Kiev

mercoledì 12 novembre 2021 Servizio ripreso da Anna Peverieri/Sicurezza Internazionale Foto: Infoaut

ISTANBUL - L’ucraina Ivchenko-Progress  e la turca Baykar Technologies hanno annunciato oggi, venerdì 12 novembre, la firma di un contratto per la fornitura motori di fabbricazione turca per i nuovi droni militari d’attacco.
A riportare la notizia, sempre oggi, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Secondo quanto reso noto, è stata l’impresa statale ucraina Ivchenko-Progress ad aver preso parte alle trattative con la società turca produttrice dei droni Baykar. I negoziati si sono svolti durante della Fiera dell’Industria della Difesa SAHA EXPO, attualmente in corso a Istanbul. “Abbiamo firmato un contratto con la principale azienda ucraina Ivchenko-Progress per la fornitura di motori turbogetto AI-322F e AI-25TLT per il nostro progetto di produzione di droni”, ha affermato la società di Kiev.
La cooperazione militare tra Ankara e Kiev è anche culminata con l’acquisto di droni Baykar, i quali sono stati utilizzati dalle Forze Armate ucraine, per la prima volta, il 27 ottobre scorso, nel Donbass. Tale area rappresenta una regione dell’Ucraina Orientale dove, dal 2014, è in corso un conflitto tra separatisti – supportati militarmente ed economicamente dalla Russia –  e le autorità ucraine. Mosca non aveva accolto positivamente l’utilizzo dei droni di fabbricazione turca, condannandone il dispiegamento e la cooperazione militare.
In tale quadro, è importante ricordare che, il 16 luglio, Ankara aveva consegnato all’Esercito di Kiev il primo lotto di Bayraktar TB2. Si tratta di un drone hunter-killer sviluppato dalla società Baykar Technologies e rappresenta il primo sistema aereo di fabbricazione turca. Secondo quanto riferito, tale complesso militare consente di sorvegliare e monitorare ampie distese d’acqua, come il Mar Nero e il Mar d’Azov, nel caso dell’Ucraina. L’aspetto chiave del velivolo risiede, inoltre, nella sua precisione, che gli consente di colpire obiettivi di terra e di superficie. Anche nel mese di giugno le trattative militari tra Kiev e Ankara avevano portato all’acquisto di decine di droni d’assalto turchi. Secondo quanto reso noto dal ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, tali sistemi avrebbero garantito il contenimento dell’avanzata russa. 
La vicinanza tra i due Paesi era altresì stata esplicitata l’8 ottobre, dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. Quest’ultimo aveva affermato che la sicurezza del suo Paese dipende  dalla collaborazione con “veri amici” come la Turchia. Kuleba aveva poi spiegato: “Dato che l’Ucraina non è un membro della NATO, non esiste alcuna garanzia di sicurezza da parte di altri Paesi. La nostra sicurezza dipende da noi e dalla partnership con i veri amici, come la Turchia”. Tali dichiarazioni erano state rilasciate da Kuleba, durante il suo intervento all’Università Nazionale Ivan Franko di Lviv, insieme al ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Il ministro ucraino aveva poi continuato, affermando che Ankara aveva aiutato Kiev nei momenti più difficili, mostrando sostegno di fronte all’ “aggressione russa”, a causa della quale l’Ucraina si è trovata costretta a stringere alleanza regionali, attraverso la diplomazia, ha proseguito Kuleba. Un esempio è rappresentato dal lancio della Piattaforma di Crimea. Si tratta di un formato di consultazione e coordinamento internazionale, concepito per “raggiungere l’obiettivo principale: la disoccupazione della Crimea e il suo ritorno pacifico in Ucraina”. Finora, 46 delegazioni straniere hanno aderito alla piattaforma, tra cui la Turchia.
In precedenza, il 13 gennaio scorso, il vicepremier ucraino, Oleg Urusky, durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa turca Anadolu Agency aveva dichiarato che la “crescente cooperazione con la Turchia è particolarmente importante per lo sviluppo dell’industria della difesa dell’Ucraina”. Il funzionario di Kiev aveva poi affermato che la cooperazione in materia di difesa tra i due Paesi, oltre ad essere “basata su vantaggi e interessi reciproci”, offre all’Ucraina la possibilità di acquisire “una buona esperienza”. Urusky, che è anche ministro per le industrie strategiche del Paese dell’Europa Orientale, aveva reso noto che l’Ucraina “è intenzionata ad aumentare il commercio bilaterale con la Turchia, per raggiungere l’obiettivo di 10 miliardi di dollari”. In tale quadro, è importante ricordare che il Primo Ministro ucraino, Denys Shmyhal, aveva visitato la capitale turca Ankara nel novembre del 2020, dove aveva incontrato alti funzionari tra cui il presidente, Recep Tayyip Erdogan.
Infine, la “silenziosa” cooperazione militare tra Kiev e Ankara ha avuto inizio nel 2018, a seguito della visita dell’allora presidente ucraino, Petro Poroshenko, nella capitale turca. Il leader di Kiev, dopo le trattative con l’omologo turco, Recepp Tayyip Erdogan, aveva dichiarato che il nuovo accordo rappresentava “una svolta” poiché avrebbe permesso a Kiev di “incrementare significativamente” la propria capacità difensiva. A seguito di tale epilogo, le testate internazionali hanno reso noto che la nuova intesa militare riguardava la fornitura di droni da guerra Bayraktar TB2.
Secondo un’analisi dell’analista politico russo, Maxim Semyonov, il crescente interesse di Kiev verso la cooperazione con Ankara risiede principalmente nella “potenza tecnologica” del Paese Mediorientale. L’analista ha ricordato che l’accordo bilaterale che ha sancito la fornitura dei TB2 è stato sottoscritto dalle parti nel 2019. Inizialmente, la Russia non ha prestato particolare attenziona alla nuova alleanza. Tuttavia, mesi dopo la notizia, il ministero degli Esteri di Mosca ha dichiarato che la fornitura di armi turche verso l’Ucraina potrebbe rappresentare un fattore che contribuisce ad aggravare ulteriormente la crisi in Ucraina. Per l’analista russo, la Turchia ha sempre sostenuto le aspirazioni ucraine di riprendere il controllo non solo nel Donbass, ma anche della Crimea. tartari di Crimea, aiutando l’Ucraina a stabilire contatti con loro.