Cronaca

Il rapporto Usa sull'assassinio di Jamal Khashoggi

25 febbraio 2021 Servizio ripreso da Il Fatto Quotidiano Foto: Ansa

ROMA - I due aerei usati dai killer del giornalista saudita Jamal Khashoggi per giungere a Istanbul appartengono al fondo sovrano di Riad, controllato dalla corona saudita e presieduto dal principe ereditario Mohammad bin Salman (Mbs).
E’ quanto riporta la Cnn citando documenti depositati in Canada, visionati in esclusiva ed etichettati come “top secret”. Nei documenti si legge che “secondo le istruzioni di Sua Altezza il Principe ereditario, viene immediatamente approvato il completamento delle procedure necessarie”. Viene quindi spiegato che è stato ordinato di trasferire la proprietà di Sky Prime Aviation nel fondo sovrano saudita da 400 miliardi di dollari alla fine del 2017. Gli aerei della compagnia sono stati successivamente utilizzati nell’uccisione di Khashoggi.
Domani verrà diffuso il rapporto della National Intelligence statunitense sull’assassino del giornalista. Secondo le anticipazioni emerge il coinvolgimento di Mohammed bin Salman. “Il rapporto implica che il principe ereditario Mohammed bin Salman sia coinvolto nell’omicidio e nello smembramento di Khashoggi nel consolato saudita a Istanbul nel 2018″, scrive il sito Axios citando una fonte protetta dall’anonimato. Era stata la stessa Avril Haines, nella sua audizione di conferma al Senato come prima donna alla guida della National Intelligence, ad impegnarsi nella diffusione del rapporto: “Sì, senatore, seguiremo la legge”, aveva risposto ad una domanda. L’intelligence americana aveva già raggiunto in passato una convinzione di “livello medio alto” sull’implicazione del controverso principe saudita (ritenendolo il mandante) ma non aveva diffuso alcun documento ufficiale, mentre Donald Trump aveva fatto di tutto per salvare l’immagine di bin Salman dopo averlo scelto come suo principale alleato nella regione mediorientale, insieme ad Israele. Lo scorso 28 gennaio il leader di Italia Viva Matteo Renzi si è recato a Riad per partecipare ad un dibattito con il principe ereditario. In quell’ occasione Renzi ha definito l’Arabia Saudita di Mohammad bin Salman “culla del nuovo Rinascimento”.
Mbs ha sempre negato ogni coinvolgimento ma ha accettato la responsabilità come leader de facto del Paese, pur sempre senza alcuna grave conseguenza. Ora però rischia un altro danno d’immagine e di non essere più un interlocutore della Casa Bianca. Joe Biden infatti intende tenere i rapporti non con lui ma con il padre, l’85enne re Salman, che dovrebbe chiamare a breve per la prima volta informandolo preventivamente dell’imbarazzante rapporto degli 007 Usa. “E’ lui la sua controparte”, ha sottolineato la Casa Bianca confermando la pubblicazione del rapporto. Del resto il presidente americano ha già detto di voler ricalibrare le relazioni con Riad, dalla riapertura all’accordo sul nucleare iraniano allo stop del sostegno ai sauditi nella guerra in Yemen. Senza cedimenti sui diritti umani. Durante la campagna elettorale, Biden aveva accusato apertamente bin Salman di aver ucciso Khashoggi, promettendo in caso di vittoria che non avrebbe venduto armi ai sauditi e che li avrebbe resi “i paria che sono”.