Cronaca

nEL mEDITERRANEO ARRIVANO anche LE NAVI RUSSE

3 settembre 2020 Servizio ripreso di Marco Ansaldo/la Repubblica.it Foto: Periodico Daily

ISTANBUL - Arrivano i russi, dicono i turchi. Cioè “arrivano i nostri”, intende Ankara, visti i legami strategici che in quel quadrante li uniscono a Mosca. Navi russe si preparano a entrare nel Mediterraneo orientale. Anch’esse, ufficialmente, per una serie di esercitazioni navali.
Sono gli ultimi arrivati nelle manovre militari di questa fase, dopo turchi, greci, ciprioti, francesi, italiani, americani. Uno scenario che, nella situazione attuale, sa più di posizionamento bellico che di semplice addestramento. E il Mare Nostrum diventa una palestra pronta a incendiarsi, se qualche incidente dovesse malauguratamente accadere in tanto assembramento.
 L'avviso di navigazione emesso mercoledì, annuncia Ankara, afferma che le esercitazioni russe si svolgeranno dall'8 al 22 settembre e dal 17 al 25 settembre nelle aree del Mediterraneo dove operano le navi di ricerca sismica turche. Da settimane, ormai, svariate imbarcazioni della Turchia si sono spinte in un ampio tratto di mare, in acque internazionali oppure oltre Cipro greca e verso la costa di Creta, per trivellazioni alla ricerca di gas e petrolio. Il presidente Recep Tayyip Erdogan e i suoi collaboratori sostengono di voler riprendere ciò che appartiene alla Turchia, non riconoscendo i diversi trattati firmati nel Novecento da molte potenze.
Mosca non ha rilasciato commenti. Ma l’annuncio turco arriva dopo che gli Stati Uniti hanno affermato di revocare parzialmente un embargo sulle armi a Cipro, che dura ormai da 33 anni. Non è chiaro perché la Turchia, storico membro della Nato fin dal 1952, abbia annunciato le esercitazioni per conto di Mosca. Però i due Paesi stanno da tempo rafforzando i loro legami politici, economici e anche militari. In Siria si coordinano strettamente sulla loro presenza militare nella fascia a nord popolata dai curdi, benché con opinioni diverse sulla presenza al potere del presidente Bashar el Assad. E di recente, nonostante il parere fermamente contrario degli Stati Uniti, Ankara ha acquistato i missili S-400 proprio da Mosca. Infine la Turchia ha dato il via libera a ingegneri russi alla costruzione di una centrale nucleare sulla propria costa meridionale.
Ankara ha reagito con rabbia alla mossa degli Stati Uniti: “Va contro lo spirito di alleanza” tra Washington e Ankara, commentano al ministero degli Esteri della capitale turca. La versione è che la decisione americana finirebbe per danneggiare gli sforzi per riunificare Cipro, tuttora divisa fra una comunità greco-cipriota, la sola riconosciuta a livello internazionale, mentre quella turco-cipriota è considerata a livello istituzionale unicamente da Ankara.
L'annuncio arriva nel momento di maggiore attrito fra la Turchia e la Grecia. Sostenute la prima dai russi, mentre la seconda è appoggiata militarmente dai francesi. L’Italia negli ultimi giorni ha compiuto esercitazioni navali sia sul fronte greco, sia su quello turco, con navi diverse. La Germania con la sua diplomazia appoggia Ankara, anche se in maniera critica. Nell’isola di Castellorizo, che dista solo 2 chilometri dalla costa turca di Kas, tre giorni fa Atene ha inviato un contingente militare per rafforzare la posizione. In quelle acque, navi da guerra provenienti da Grecia e Turchia si sono seguite nelle ultime settimane l’una con l’altra, sfiorando possibili incidenti. Tutto questo mentre, a poca distanza, navi turche da ricognizione e da perforazione continuano a cercare idrocarburi nelle acque considerate da Grecia e Cipro come loro Zona economica esclusiva.
Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar, già capo di Stato maggiore, commenta che la revoca dell'embargo porterà a una situazione di stallo. “Se revochi l'embargo e cerchi di interrompere l'equilibrio in questo modo, questo porterà guerra, non pace. E creerà una situazione di stallo, non certo una soluzione”. Akar ha quindi attaccato la Francia, alleata della Grecia su questo fronte, accusandola di “bullismo” e di volere ritagliarsi un ruolo da “angelo custode”.
L'ambasciatrice degli Stati Uniti a Cipro, Judith Garber, ha risposto alle critiche turche affermando che la revoca dell'embargo non ha nessun collegamento con la Turchia, definita invece “un partner prezioso e alleato”. Ma punta in realtà a rafforzare la sicurezza regionale. E ha aggiunto: “Crediamo che la Russia stia giocando un ruolo molto destabilizzante nella regione, specialmente in Siria”.
La decisione russa di avviare due lunghe esercitazioni a settembre appare chiara. Mosca mantiene nel Mediterraneo orientale una forza consistente, conducendo regolarmente manovre navali. Ma l'annuncio fatto fare dalla Turchia suona come un messaggio di alleanza, con l’intenzione di rimanere come importante attore regionale in uno scacchiere oggi decisivo.