Cronaca

Delegazione turca a Mosca

martedì 2 settembre 2020 Servizio ripreso da Agenzia Nova Foto: aa.com.tr

MOSCA - Una delegazione diplomatica della Turchia, guidata dal viceministro degli Esteri Sedat Onal, si è recata per due giorni in visita in Russia per discutere dei dossier di Libia e Siria.
Lo riferisce un comunicato della diplomazia di Ankara, ripreso oggi dall’agenzia di stampa turca “Anadolu”. Per un cessate il fuoco durevole in Libia, ha affermato il viceministro Onal, sarà “cruciale” smilitarizzare la città di Sirte e la regione centrale di Jufra, ma il processo deve ancora essere definito. In occasione dei colloqui la Turchia ha affermato il suo sostegno agli sforzi della Commissione militare congiunta (Jmc) 5+5 a guida Onu, dal lato libico.
La Turchia ha anche sottolineato l’importanza di cominciare un dialogo politico inclusivo intra-libico, sotto gli auspici dell’Onu, e di realizzare quanto deciso alla Conferenza di Berlino. Secondo Onal, Russia e Turchia hanno deciso di mantenere contatti “in direzione di una soluzione politica” per la Libia. Per quanto riguarda la Siria le due parti hanno discusso della situazione nella regione nord-occidentale di Idlib, particolarmente dei pattugliamenti congiunti fra le forze russe e turche previsti dagli accordi di Mosca. Le delegazioni di Mosca e Ankara, riferisce Onal, hanno concordato di continuare gli sforzi per evitare scontri nell’area, dichiarata “zona di de-escalation”.
Le parti hanno anche affrontato i risultati della terza sessione della Commissione costituzionale della Siria, svoltasi nei giorni scorsi a Ginevra, affermando l’importanza di proseguire il processo politico per il paese. Le parti hanno anche sottolineato la necessità di continuare il cosiddetto processo di pace di Astana, avviato da Turchia e Russia in cooperazione con l’Iran. Nel corso della visita la Turchia ha anche mosso critiche a Mosca per la visita nella capitale russa di una delegazione del Consiglio democratico siriano (Sdc) siro-curdo, avvenuta nei giorni scorsi, affermando che “questi passi non serviranno a proteggere l’unità politica e l’integrità territoriale della Siria”.