Cronaca

Evitato il conflitto

23 luglio 2020 Servizio ripreso da Agenzia Nova Foto: Agenzia Nova

BERLINO - Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha mediato tra Turchia e Grecia, evitando un imminente conflitto tra i due Paesi nel Mediterraneo orientale. È quanto affermato dalla viceportavoce del Governo federale, Ulrike Demmer, che ha confermato le informazioni precedentemente diffuse dal quotidiano “Bild”.
Il 21 luglio scorso, 18 unità della Marina turca avevano fatto rotta verso l'isola di Castelrosso nell'Egeo (Kastelorizo in greco, Mais in turco), sotto sovranità della Grecia ma a 3 chilometri al largo della Turchia. L'area è contesa da Atene e Ankara, che la rivendicano come rispettiva zona economica esclusiva per condurvi prospezioni alla ricerca di idrocarburi. Dispiegando la flotta, con il supporto di due caccia, la Turchia intendeva affermare la propria sovranità. La Grecia ha reagito inviando due aerei da guerra, prima di porre in stato di allarme le proprie Forze armate.
Il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Konstantinos Floros, era stato richiamato d'urgenza ad Atene dalle ferie che stava trascorrendo a Cipro. Tutte le licenze sono state annullate. Scortate dai caccia, unità della marina si sono mosse su Castelrosso. Con le navi da guerra di Turchia e Grecia in rotta di collisione, un confronto tra i due Paesi, alleati nella Nato, pareva imminente. Tuttavia, come dichiarato da Demmer, Merkel è riuscita a impedire un conflitto nel Mediterraneo orientale, mediando per via telefonica nella notte tra il 21 e il 22 luglio, con il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e con il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis. Poco dopo i colloqui, le navi turche hanno invertito la rotta, allontanandosi da Castelrossso. Ufficialmente, la conversazione telefonica tra Merkel ed Erdogan risultava dedicata alla “situazione nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale”. Il colloquio tra il cancelliere tedesco e il primo ministro greco era, invece, stato descritto dal Governo federale come uno “scambio di opinioni” sulle medesime questioni.
Mercoledì 22 luglio il presidente cipriota Nicos Anastasiades aveva avuto un colloquio telefonico con il premier greco Kyriakos Mitsotakis. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa "Cna", al centro della conversazione c'è stato l'avviso ai naviganti (Navtex) emesso dalla Turchia riguardo le esplorazioni energetiche in un tratto di mare compreso tra Cipro e l'isola di Creta. Il portavoce governativo cipriota Panagiotis Sentonas, dando notizia del colloquio, ha sottolineato che il Navtex della Turchia viola i diritti sovrani di Cipro e della Grecia. Il presidente cipriota Anastasiades avrà oggi un incontro a Parigi con l’omologo francese Emmanuel Macron: al centro del confronto gli ultimi sviluppi nel Mediterraneo orientale in particolare riguardo il ruolo della Turchia. Anastasiades sarà accompagnato a Parigi dal ministro degli Esteri e della Difesa, oltre che dall'ex ministro dell'Energia Giorgos Lakkotrypis (attualmente consigliere presidenziale in materia).
La Grecia ha diffuso un segnale di avviso ai naviganti, Navtex, in risposta quello emesso nella serata di martedì da Ankara riguardo attività esplorative di unità navali turche in un tratto di mare compreso tra le isole di Cipro e di Creta. Il Navtex diffuso dalla Grecia questa mattina, dalla stazione di Iraklio a Creta, definisce "non autorizzato" l'avviso emesso in precedenza dalla Turchia: "Tutti i naviganti sono invitati a non rispettare il Navtex (turco)", si legge nell'avviso diramato dalla Grecia. Il ministero degli Esteri di Atene ha criticato nelle scorse ore il Navtex inviato da Ankara evidenziando che in questo modo la Turchia "persiste nella violazione della legalità internazionale". Atene ha evidenziato come, a differenza da quanto sostenuto da Ankara, il tratto di mare incluso nel Navtex è parte della piattaforma continentale greca e l'avviso turco "rappresenta un'escalation delle tensioni nella nostra regione". Il ministero degli Esteri ellenico ha inoltre fatto sapere che l'ambasciata greca ad Ankara ha inviato una nota di protesta alla diplomazia di Ankara: "Richiamiamo la Turchia a cessare immediatamente le sue attività illegali, che violano i nostri diritti sovrani e minacciano la pace e la sicurezza nella regione".
Nei giorni scorsi, durante la sua visita ad Atene, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, aveva dichiarato che la Turchia deve interrompere le sue campagne di perforazioni petrolifere per la ricerca di eventuali giacimenti di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale se vuole compiere progressi nei rapporti con l’Unione europea. Le dichiarazioni del ministro tedesco giungono dopo l’annuncio fatto la scorsa settimana dal responsabile della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu, sull’avvio di una campagna di ricerca sismica nel Mediterraneo orientale sulla base di un accordo di demarcazione dei confini marittimi, contestato dalla comunità internazionale, con il Governo di accordo nazionale libico (Gna). "Per quanto riguarda le perforazioni della Turchia nel Mediterraneo orientale, abbiamo una posizione molto chiara: il diritto internazionale deve essere rispettato, quindi i progressi nelle relazioni Ue-Turchia sono possibili solo se Ankara interrompe le provocazioni nel Mediterraneo orientale", ha dichiarato Maas.