Cronaca

La preoccupazione di Kirill

7 luglio 2020 Servizio ripreso da RomaSette.it Foto: RomaSette.it

ROMA - Profonda preoccupazione». In una dichiarazione pubblicata ieri, 6 luglio, sul sito del Patriarcato, il patriarca di Mosca Kirill commenta le richieste di alcuni politici turchi di riconsiderare lo status museale di Hagia Sophia, «uno dei più grandi monumenti della cultura cristiana».
Nelle parole del patriarca, «una minaccia per Hagia Sophia è una minaccia per l’intera civiltà cristiana e, quindi, per la nostra spiritualità e storia», dal momento che «rimane un grande santuario cristiano per ogni credente ortodosso russo».
Il patriarca ne spiega anche il motivo. Costruita nel VI secolo in onore di Cristo Salvatore, questa chiesa rapì con la sua bellezza gli inviati del principe Vladimir, al punto che il principe, dopo aver ascoltato la loro storia, «ricevette il battesimo e battezzò la Rus’» – l’entità monarchica sorta verso la fine del IX secolo, in parte del territorio delle odierne Ucraina, Russia occidentale, Bielorussia, Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia orientali, considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale, del quale Kiev fu a lungo la Capitale -, dando così inizio alla civiltà cristiana nel Paese. Hagia Sophia è quindi, prosegue Kirill, «uno dei simboli devotamente venerati» di questa civiltà e la sua immagine ha «dato forza e ispirazione ai nostri architetti del passato» in tutti i principali centri della formazione spirituale.
Proprio per questo, «ciò che potrebbe accadere ad Hagia Sophia causerà un grande dolore al popolo russo – avverte il patriarca -. Con amarezza e indignazione, il popolo russo ha risposto in passato e risponde ora a qualsiasi tentativo di degradare o calpestare l’eredità spirituale millenaria della Chiesa di Costantinopoli», prosegue il patriarca, che spera «nella prudenza della leadership statale turca». Nelle parole di Kirill, conservare l’attuale status neutrale di Hagia Sophia «faciliterà l’ulteriore sviluppo delle relazioni tra i popoli della Russia e della Turchia e contribuirà a rafforzare la pace e la concordia interreligiosa».