Cronaca

Rafforzata la sicurezza

mercoledì 29 maggio 2020 Servizio di Francesco Bussoletti/Difesa e Si... Foto: Difesa e Sicurezza

ISTANBUL - La Turchia aumenta ancora la sicurezza sulla M4 a Idlib, dopo che un suo convoglio è stato attaccato nelle scorse ore. In particolare, le misure riguardano soprattutto il sud della provincia siriana, dove i caccia russi avevano distrutto recentemente un deposito di armi delle milizie nell’area di Jisrash Shogur. Secondo fonti locali, l’attentato è stato opera di Al-Islamad-Turkestani e potrebbe essere una vendetta per gli strike di Mosca. Altri, invece, ritengono che dietro ci sia Hayat Tahrir al-Sham (HTS), intenzionata in tutti i modi a bloccare il passaggio delle TAF e dei soldati della Federazione per riprendere il commercio con il resto del Paese e accrescere la sua leadership nella galassia jihadista locale. Non a caso, c’è stata una nuova pattuglia joint dei due Paesi, scortata da un imponente meccanismo di sicurezza terrestre e aereo. Il gruppo, peraltro, è passato molto velocemente sul tragitto, evitando di fermarsi.
La Turchia, inoltre, sta continuando a inviare militari e mezzi a Idlib. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), da marzo sono arrivati nel Paese circa 10.400 elementi delle TAF, che si sono distribuiti nella provincia e nella vicina Aleppo. Ankara, infatti, teme due possibili scenari: che HTS alzi il livello di scontro o che la tregua con Damasco fallisca. Nel primo caso, vuole essere in grado di pressare da subito i jihadisti, ben radicati sul territorio, prima che cominci una guerra asimmetrica nella sua area d’influenza e per di più vicino al confine. Nel secondo, punta a essere pronta a far ripartire l’operazione Spring Shield se la situazione dovesse degenerare. I due “nemici”, peraltro, hanno siglato una sorta di reciproco e temporaneo patto di non aggressione in chiave anti-Turchia. Di conseguenza, Ankara è doppiamente preoccupata.