Cronaca

Scontro tra mercenari

mercoledì 22 maggio 2020 Servizio ripreso da M.Allevato, B.Maarat/Agi Foto: Mahmut TURKIA/AFP

ROMA - Con l'inizio dell'offensiva di Khalifa Haftar su Tripoli, il 4 aprile 2019, lo scenario libico si è ulteriormente affollato: la Russia, che aveva già inviato al generale della Cirenaica mezzi ed equipaggiamenti almeno due anni fa, ha dispiegato un piccolo esercito di mercenari del Gruppo Wagner, mentre la Turchia ha rafforzato la presenza al fianco del Governo di Fayez al Serraj con la fornitura di armi e blindati e poi con la consegna di droni Bayraktar Tb2.
L'uomo forte della Cirenaica si è affidato anche alle milizie sudanesi Janjaweed, responsabili di crimini di guerra nel Darfur, e a milizie dell'opposizione ciadiana. Dall'altra parte, la Turchia ha schierato in campo i mercenari di Sadat e diverse migliaia di combattenti reclutati in Siria dov'erano impegnati contro il regime di Bashar al Assad. 
Chiamata dai suoi membri semplicemente 'Compagnia', Wagner è una società di contractor riconducibile ad Evgheni Prigozhin, conosciuto anche come lo chef di Putin per il suo business nel catering e la sua vicinanza al presidente russo.  Secondo il  Conflict Intelligence Team (Cit)​, gli oltre 1.400 mercenari russi di cui aveva riferito l'agenzia Bloomberg sono un numero "esagerato", perché la Wagner "non ha una tale disponibilità di uomini da poterne inviare in un altro Paese oltre mille in poco tempo".
Ma sul campo sono impiegati anche mezzi ed equipaggiamenti militari, "inviati almeno due anni fa": camion corazzati Ural (gli stessi in possesso della 'Compagnia' in Repubblica Centroafricana e Sudan); jet Sukhoi-22; artiglieria e armi leggere. Negli ultimi giorni, le forze di Tripoli hanno distrutto e sequestrati anche diverse batterie antiaeree Pantsir-S1. 
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, per la sua campagna in Libia si affida in particolare ai mercenari della compagnia militare privata Sadat, etichettata da alcuni come "l'esercito ombra di Erdogan" in Libia, dove è attiva già dal 2012 (stesso anno in cui è stata fondata). Si tratta di gruppi di contractor formati da ex militari, con la benedizione dei servizi segreti turchi (Mit). Alla testa di Sadat è Adnan Tanriverdi, comandante in pensione dell'esercito, che ha specificato che la compagnia "fornisce sostegno e addestramento militare in 22 Paesi del mondo islamico e dell'Asia Centrale". 
Sadat è stata impegnata in operazioni spesso clandestine, come l'addestramento delle milizie siriane da opporre al regime di Bashar al-Assad. L'intervento di Sadat nei Paesi coinvolti nelle "primavere arabe" è servito a Erdogan per spingere nell'orbita turca realtà in profondo cambiamento, come appunto quella libica, molto spesso attraverso la raccolta di informazioni e interventi diretti circoscritti. 
La Turchia per avere la meglio sul campo in Libia si affida anche ai mercenari siriani. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani negli ultimi mesi Ankara ha portato sul fronte a Tripoli 9.600 mercenari e altri 3.300 li sta addestrando nei campi siriani, pronti a partire. Tra le reclute, segnala l'Osservatorio, vi sono circa 180 minori di età compresa tra 16 e 18 anni.