Cronaca

Ex spia inglese: come morire di suicidio indotto

12 novembre 2019 Servizio ripreso da Marco Ansaldo/la repubblica.it Foto: Aydinlik

ISTANBUL - Il teatro è quella della moschea di Kilic Ali, a Istanbul, che con i suoi due minareti si vede in ogni foto dov' è ritratto sul balcone di casa lo scrittore Orhan Pamuk.
Ma più che da premio Nobel per la Letteratura, questa è piuttosto una storia di spionaggio alla Frederick Forsyth o, meglio ancora, alla Gerard de Villiers, il giallista francese bestseller.
Ieri all' alba, nei pressi della moschea costruita dal grande architetto ottomano Sinan, nel quartiere di Tophane che digrada sul Bosforo, è stato trovato il corpo di James Gustaf Edward Le Mesurier, 48 anni.
Ex agente dei servizi segreti britannici, e soprattutto uno dei fondatori dell' organizzazione umanitaria dei "Caschi Bianchi". Le Mesurier era all' esterno della propria abitazione, per terra. Solo venerdì scorso era stato accusato da Mosca di spionaggio e duramente criticato per essere vicino a gruppi terroristici, come si evinceva da un tweet della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Tutte da chiarire le cause della morte, come sostengono i diplomatici britannici, molto attivi a Istanbul sulla faccenda in quanto Le Mesurier era un' ex spia del servizio MI6, oltre che militare di Sua Maestà e Cavaliere insignito dalla Regina per la sua attività umanitaria in Siria.
Per gli inquirenti di Istanbul non si tratta di suicidio, ma semmai di "suicidio indotto", cioè omicidio. Da casa propria, che si trova sopra la strada dove il suo corpo è stato trovato, Le Mesurier sarebbe caduto, o spinto, dal terzo piano, sede della Ong fondata dall' ex agente convertitosi in operatore umanitario. L' autopsia potrebbe chiarire diversi elementi.
Per Cnn Turk , sul cadavere sono state riscontrate fratture sia alle mani che ai piedi e una ferita sul volto, tutte poco compatibili con la caduta. Sua moglie ha poi detto alla polizia che il marito aveva preso dei sonniferi, per poi andare alla porta, da cui aveva sentito bussare intorno alle 4 del mattino. "Era sottoposto a un estremo livello di stress". Lei era tornata a letto, riaddormentandosi.
È allora sulla figura di Le Mesurier che si concentra l' attenzione.
L' ex spia britannica, dopo aver lavorato per le Nazioni Unite, aveva fondato MayDay Rescue, ong impegnata nell' addestramento dei Caschi Bianchi e candidata al Nobel per la pace perché in prima linea nel salvataggio delle vittime dei bombardamenti russi su Aleppo, come mostravano più video. Filmati capaci di far infuriare Mosca e Damasco, alleate nella guerra in Siria ed entrambe pronte ad accusare i Caschi Bianchi di fare disinformazione e propaganda a favore dell' Occidente.
Le Mesurier rifiutava le accuse, che gli arrivano anche dall' Iran, dichiarandosi neutrale e affermando di non avere mai avuto problemi con il governo turco. Mayday Rescue e Caschi Bianchi hanno una sede a Gaziantep, davanti al confine con la Siria, fin dal 2015. Da altre fonti invece l' ex spia era giudicata in modo molto controverso, e accusata di essere legato a gruppi ribelli e jihadisti.
In ogni caso, negli ultimi mesi, da quando la Turchia accusa l' Europa, l' Occidente e la stessa Nato, spingendosi verso la Russia, la copertura di Le Mesurier era probabilmente saltata. Secondo voci che si raccolgono a Istanbul in ambienti diplomatici, la sua morte potrebbe essere addirittura un favore fatto dai servizi turchi a quelli russi.
Tutti elementi che fanno di questa storia un giallo dagli inevitabili risvolti internazionali. E Istanbul, già un secolo fa centro di storie di spionaggio alla Eric Ambler, una città privilegiata in questo contesto. Basti pensare al recente omicidio di Jamal Khashoggi, l' editorialista saudita del Washington Post fatto a pezzi nell' acido dentro la propria ambasciata. Delitto diverso, certamente. Ma all' ombra del Bosforo sono sempre di più i misteri che si annodano, spesso senza sciogliersi.