Cronaca

Operativa la TCG Kinaliada

8 ottobre 2019 Servizio ripreso da Giuseppe Gagliano/Start Magazi Foto: Start Magazine

ISTANBUL - Il presidente turco Recep Tayyip Erdoðan ha presenziato ad Ankara alla cerimonia di messa in servizio della quarta corvetta TCG Kýnalýada prodotta in Turchia e anche alla cerimonia per la prima nave di classe MÝLGEM che sarà venduta in Pakistan.
Dal punto di vista strettamente geopolitico è estremamente rilevante il fatto che il presidente turco abbia sottolineato come la Turchia intenda non solo consolidare la sua proiezione di potenza marittima ma anche conseguire l’autosufficienza militare entro il 2023.
D’altronde l’obiettivo di rafforzare il sea power rientra fra le finalità presenti nel documento strategico turco Vision 2023 che Erdogan.
Ma quale significato geopolitico e geostrategico riveste il discorso di Erdogan?
In primo luogo, questo accordo consolida ulteriormente i rapporti bilaterali tra Turchia e Pakistan che risalgono alla fondazione del gruppo consultivo militare posto in essere nel 1988, rapporti questi che poi si sono intensificati almeno a partire dal 2013 e che si sono attuati nei settori dell’energia, delle infrastrutture e della difesa.
Queste relazioni bilaterali hanno avuto modo poi di rafforzarsi ulteriormente anche grazie al fatto che entrambi i paesi sono fondatori della Organization of the Islamic Conference (Oic) nata nel 1969. Un altra tappa significativa nel consolidamento dei rapporti bilaterali si colloca nel 2014 — anno in cui il Pakistan aveva firmato un accordo per 75 milioni di dollari — e nel 2015 quando l’impresa turca STM aveva modernizzato due sottomarini pakistani e realizzato un rifornitore per la marina pakistana. Inoltre, gli accordi firmati nel 2015 con la Turchia, hanno permesso di allargare la cooperazione anche nel settore degli elicotteri d’assalto ed in particolare in relazione all’acquisto dell’elicottero T-129 Ata.
In secondo luogo, dal punto di vista squisitamente geostrategico, la proiezione di potenza marittima alla quale ha fatto riferimento Erdogan si riferisce da un lato alla necessità di conseguire sempre di più una autosufficienza militare e dall’altro lato si riferisce alla necessità di salvaguardare i propri interessi a Cipro contesa con la Grecia in funzione anti europea e anti americana (non dimentichiamoci che la Turchia negò ad Obama l’uso della base di Ýncirlik per contrastare l’Isis).
Ebbene, l’isola di Cipro — isola mediterranea che occupa una posizione nevralgica tra Europa, Asia e Africa — rappresenta una sorta di naturale infrastruttura militare che consente di sorvegliare il Mar Caspio e il Golfo Persico, il Golfo di Aden e lo stretto di Hormuz.
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Inoltre, da un punto di vista strettamente storico, non solo la Turchia garantisce a livello militare la protezione della Repubblica turca di Cipro Nord (nata ufficialmente nel 1983 a seguito del golpe turco nel luglio del 1974) ma che fra gli obiettivi turchi — velleitari o meno che siano — vi è quello di annettere Cipro Nord (come la Cina vorrebbe fare con Taiwan). Inoltre la presenza di ampie di risorse energetiche nel Mediterraneo orientale sta rendendo sempre più conflittuali a livello politico le relazioni non solo con la Grecia ma anche con Italia, Unione europea, Israele ed Egitto.
È noto infatti che Ankara vuole sfruttare le rilevanti risorse di gas naturale presenti nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale.
Proprio in giugno il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha invitato l’UE a condannare senza riserve le azioni illegali della Turchia relative alle operazioni off-shore in acque considerate parte della zona economica esclusiva di Cipro da parte della nave turca Fatih. Per quanto riguarda invece l’Italia l’anno scorso la Turchia aveva impedito alla nostra compagnia petrolifera Eni di porre in essere operazioni di perforazione inviando navi da guerra, operazioni queste che si sono concretizzate nel blocco navale della Saipem 12000 nel febbraio del 2018.A tale proposito Erdogan aveva sottolineato come qualsiasi operazione posta in essere per individuare risorse di gas naturale in quella regione rappresentasse una minaccia per Cipro Nord e per la sovranità economica turca.
Un altro motivo di tensione è quello relativo al pozzo Glaucus-1 che ha un potenziale di risorse stimato tra i 142 e i 227 miliardi di metri cubi scoperto il 28 febbraio 2019 da ExxonMobil e situato nel blocco 10. Questa scoperta è di estrema rilevanza geopolitica perché ,insieme alle risorse presenti presso i pozzi di Calypso e di Afrodite, consente di avere Cipro una posizione più significativa nei suoi partenariati energetici con Egitto e Israele, e di conseguenza le consente di implementare il suo peso geopolitico sia nei confronti dell’Ue che degli Stati Uniti.
Ebbene, sotto il profilo della deterrenza militare, il conflitto tra Cipro e la Turchia riveste un ruolo sempre più significativo a causa da un lato della presenza costante di fregate navali turche nelle acque cipriote e dall’altro lato dalle relazioni trilaterali Grecia-Cipro-Egitto e le relazioni trilaterali Grecia-Cipro-Israele. Infatti la Grecia conduce importanti esercitazioni militari congiunte con Egitto e Israele.
Ad esempio, le esercitazioni aeronautiche congiunte annuali di Iniohos ospitate dalla Grecia che si sono svolte nell’aprile 2019 includevano Stati Uniti, Italia, Cipro, Israele e Emirati Arabi Uniti. In questo contesto un ruolo di estrema rilevanza è svolto dagli Usa che possiedono una infrastruttura militare a Creta e che il 13 dicembre 2018 hanno posto in essere un dialogo strategico Usa-Grecia.
Proprio allo scopo di consolidare questa partnership, volta a tutelare gli interessi delle imprese petrolifere americane, nell’aprile del 2019 il senatore americano Bob Menendez — membro del Comitato per le relazioni estere del Senato — e Marco Rubio hanno presentato al Senato degli Stati Uniti la “Legge sulla partnership per la sicurezza e l’energia del Mediterraneo orientale” che prevede 3 milioni di dollari di finanziamento in ambito militare per la Grecia e 2 milioni di dollari alla Grecia e a Cipro per l’addestramento militare.
Un altro player significativo è la Francia attraverso la Total francese che sta conducendo operazioni sul gas naturale al largo delle coste di Cipro in collaborazione con Eni. Anche sul piano militare, nel gennaio 2019, la fregata francese Aconit aveva condotto tre giorni di esercitazioni di interoperabilità con le navi militari di Cipro in funzione di deterrenza anti turca.
Vediamo adesso di trarre delle conclusioni. Le azioni della Turchia nelle acque intorno a Cipro devono essere intese come reazioni alla percezione di Ankara di una politica di contenimento da parte degli Stati Uniti e da molti altri suoi alleati della Nato che hanno interessi economici nel gas naturale del Mediterraneo orientale. Ebbene, fino a quando Ankara interpreterà il modus operandi degli Usa e della Nato come player che agiscono per danneggiare o contenere gli interessi regionali della Turchia, Ankara porrà in essere azioni di deterrenza che potrebbe portare ad una escalation che comprometterebbe le relazioni — fra l’altro già tese — con gli Usa e la Nato.