Cronaca

Viaggi senza passaporto

martedì 27 marzo 2019 Servizio ripreso da Affaritaliani.it Foto: Affaritaliani.it

ROMA - Turchia e Russia potrebbero presto eliminare l'obbligo del passaporto per i cittadini russi che vogliano recarsi in Turchia. Una mossa che arriva dopo che lo scorso febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto con cui è stato abolito il visto per i turchi in viaggio in Russia con un passaporto di servizio, in viaggio per motivi di lavoro e per gli autotrasportatori, oltre che per i diplomatici.
A darne l'annuncio il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha anche dichiarato che i rappresentanti dei due Paesi torneranno a sedersi a un tavolo i prossimi 28 e 29 marzo per un meeting strategico, preparatorio rispetto al vertice previsto a Mosca il prossimo 8 aprile in cui verranno discusse anche le prossime mosse in Siria e la situazione della crisi in Ucraina.
Sembra un mero accordo fra due stati dialoganti, ma cosi potrebbe non essere. Se andiamo a fare la somma con l’acquisto di Ankara del sistema missilistico da difesa aerea S-400 da Mosca (nonostante l’offerta fatta da Washington) e soprattutto con il fatto che gli Stati Uniti abbiano tolto la Turchia dai paesi a regime preferenziale negli scambi commerciali con gli Stati Uniti, emerge chiaro lo scenario di come la Turchia si stia allontanando progressivamente dagli alleati dell’occidente per abbracciare quelli potenziali dell’oriente. Ankara rappresenta un membro fondamentale della NATO e detiene il secondo esercito più grande dell’organizzazione. Se passasse dall’altra parte della sponda potrebbe esserci un significativo mutamento degli equilibri, già precari, del sistema internazionale.
Ma le tensioni non finiscono qui perché il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha attaccato gli Stati Uniti in seguito alla firma con cui il presidente americano Donald Trump ha riconosciuto la sovranita' dello stato ebraico sulle alture del Golan. "Ancora una volta gli Stati uniti si comportano come se il diritto internazionale non esistesse. Tuttavia questa decisione non legittima in alcun modo l'annessione da parte di Israele. All'opposto, ostacolando il processo di pace in medio oriente aumentera' la tensione nell'area", ha dichiarato Cavusoglu attraverso il proprio account twitter.

Occupate per due terzi da Israele durante il conflitto del 1967, le alture del Golan sono oggetto di rivendicazione da parte dello stato ebraico, che ne ha tentato l'annessione formale nel 1981. Mossa resa vana dall'opposizione unanime del consiglio di Sicurezza Onu. Lo scorso novembre invece, per la prima volta, gli Stati Uniti hanno votato contro una risoluzione di condanna di Israele per l'occupazione del Golan. Condanna che ha trovato favorevoli 149 Paesi su 151, con Usa e Israele contro il resto dell'Assemblea Generale.