Cronaca

Non riesco a respirare

lunedì 10 dicembre 2018 Servizio ripreso da Notizie geopolitiche Foto: TPI

ISTANBUL - Citando una propria fonte che ha letto una trascrizione tradotta fatta dagli 007 turchi, la Cnn ha riportato le ultime parole del giornalista Jamal Khashoggi.
Questi era entrato il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul per richiedere documenti di divorzio e da lì non era più uscito in quanto ucciso da un commando di agenti segreti sauditi. Khashoggi aveva esclamato che “non riesco a respirare”, ma la trascrizione degli ultimi momenti di vita del giornalista indicano chiaramente che l’assassinio è stato premeditato e che vi sono state numerose telefonate fra il consolato saudita e Riad per riferire quanto l’evolversi della situazione.
Sempre la trascrizione dei suoni indicano della lotta che c’è stata nel consolato, come pure dello smembramento del corpo verosimilmente “con una sega”.
Khashoggi, dal 2017 esule negli Usa, era editorialista del Washington Post molto critico nei confronti del principe ereditario Mohamed bin Salman, il quale anche in passato non si è fatto scrupoli nel far arrestare principi e funzionari requisendo loro cifre per svariate centinaia di miliardi di dollari.
Non solo tutti gli indizi portano al principe ereditario come mandante dell’efferato omicidio: nei giorni scorsi la stampa Usa ha riportato le conclusioni della Cia che danno Mbs (così viene chiamato il principe) aver impartito ordini al fratello Khalid bin Salman, ambasciatore negli Usa, per consigliare a Khashoggi di recarsi al consolato di Istanbul per ritirare i documenti di divorzio, dove era stata preparata la trappola. Per la Cia, pur non essendoci prove certe che Khalid fosse a conoscenza del piano per eliminare Khashoggi, è certo che la telefonata fu sollecitata o arrivava direttamente da Mbs.
Ieri Riad ha negato l’estradizione degli agenti di Ankara accusati dell’omicidio.