Cronaca

Il saluto dell'ambasciatore

20 novembre 2018 Aise Foto: Aise

ANKARA - “Mentre volge al termine il mio mandato di Ambasciatore d’Italia in Turchia, desidero salutare e ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito con me e con i colleghi dell’Ambasciata a rafforzare le relazioni tra Italia e Turchia durante i miei quasi quattro anni di missione”.
Inizia così il messaggio di commiato che l’ambasciatore Luigi Mattiolo, giunto al termine del suo mandato, indirizza agli italiani in Turchia.
“In questo periodo – scrive il diplomatico – sono stato testimone di svariati avvenimenti che hanno segnato la storia di questo meraviglioso Paese dal punto di vista politico, come il referendum che ha trasformato la Turchia in una Repubblica presidenziale, economico e sociale. Ho assistito alla costruzione di importanti opere infrastrutturali, alcune delle quali realizzate grazie a partenariati di successo tra imprese turche e italiane, come il Terzo Ponte sul Bosforo. Ho condiviso con gli amici turchi l’angoscia per i tragici eventi che hanno colpito il Paese, come gli attentati ad Ankara e Istanbul e il tentativo di colpo di Stato del 15 luglio 2016”.
“In questi quattro anni intensissimi di vita e di lavoro – aggiunge Mattiolo – ho maturato una straordinaria vicinanza al Popolo turco, che non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno perché potessi interpretare al meglio il mio ruolo di Ambasciatore, con l’intento non soltanto di intensificare i già eccellenti rapporti tra i nostri Paesi, ma anche di approfondire la reciproca comprensione tra le nostre ricchissime culture”.
“L’esperienza in Turchia – sottolinea l’Ambasciatore – mi ha arricchito profondamente, rendendomi ancora più consapevole dei legami secolari tra la cultura italiana e quella turca: ci accomunano la storia, la geografia, l’identità “Mediterranea”, ma soprattutto valori profondi come il rispetto per la parola data, il senso della famiglia, il riguardo per gli anziani, la sacralità dell’ospite. Quest’ultima è una delle caratteristiche che maggiormente ho potuto apprezzare nel Popolo turco, che ha sempre manifestato verso l’Italia, la mia persona e la mia famiglia un’attenzione e una considerazione fuori dal comune, che mi hanno permesso, in questi anni, di non sentirmi mai in terra straniera”.
“Lascio la Turchia per un altro incarico con sentimenti di profonda gratitudine verso tutti gli interlocutori turchi ed italiani ad ogni livello, dalle massime cariche istituzionali, al mondo politico, giornalistico, economico e culturale, con i quali ho avuto modo di collaborare intensamente nel corso del mio mandato. A tutti – conclude – auguro di continuare a lavorare per rendere le relazioni tra i nostri due Paesi sempre più ricche e fertili”.