Cronaca

SI clicca Ak Parti...

domenica 10 giugno 2018 Marco Ansaldo/La repubblica

ANKARA - Fra due domeniche si vota in Turchia e il confronto elettorale è aperto più sulla piazza virtuale che su quella dei comizi, poco visibili anzi e molto sottotono. La prorompenza mediatica del presidente Recep Tayyip Erdogan sui canali tradizionali è tale da oscurare tutti gli altri candidati. Che si rifanno però sul web. Come ad esempio l'unica candidata donna alle presidenziali (il 24 giugno si va alle urne anche per le legislative), Meral Aksener, leader di un partito nuovo di zecca.
La signora Aksener, 61 anni, è un politico sperimentato in Turchia. In passato è stata ministro degli Interni, militando tra le file del Movimento di azione nazionalista (Mhp), erede dell'organizzazione dei Lupi grigi, dal quale si è distaccata per la sua radicalità. Ha fondato lo Iyi Parti, il Partito buono, posizionandolo sempre nello schieramento del centro destra turco, ma più moderato. E sta raccogliendo molti consensi. I sondaggi le accreditano un risultato elettorale sufficiente a passare l'alta soglia elettorale, ad Ankara del 10 per cento.
Ma la sua compagine risulta quasi totalmente oscurata, come del resto tutte le altre, da giornali e televisioni, pressoché interamente nelle mani di gruppi editoriali vicini al Sultano. La signora Aksener ha però avuto la brillante idea di assumere, per la sua campagna elettorale, un genietto di Stanford di origine turca. E Taylan Yilidz, 38 anni, di ritorno dalla California dopo anni passati a lavorare per Google, sta trasformando l'immagine della sua committente e di una formazione che si presenta per la prima volta davanti all'elettore turco.   
Diventato consigliere mediatico della leader, Yildiz sta pure tirando brutti scherzi al partito di Erdogan, l'Ak Parti (Partito della giustizia e dello sviluppo), di orientamento conservatore e di ispirazione religiosa. Quando infatti in Turchia si va su Google e si clicca Ak Parti, invece della compagine islamico conservatrice, compare a sorpresa subito in testa il sito dello Iyi, il Partito Buono, e la scritta: "Adesso ne hai uno migliore". La gente si collega, fa la prova, e sorride. Lo stesso accade per i tanti turisti che, soprattutto adesso che sta finendo il periodo del digiuno del Ramadan, si preparano per il prossimo fine settimana a invadere le località di vacanza per il Bayram, la festa religiosa, che durerà quattro giorni. E così, a coloro che cliccano le parole "stanze vuote", compare il palazzo presidenziale faraonico di Erdogan ad Ankara con 1500 camere.
Non è finita. Quando ancora si va su VPN (Virtual private network), la rete privata virtuale che fornisce la sicurezza della propria navigazione, in Turchia molto usata visto che Wikipedia è bloccata e altri social sono oscurati, anche qui compare il sito del Partito Buono con la frase: "Non perdere i tuoi soldi. Per la libertà di Internet, aspetta che andiamo al potere". E via di questo passo. Nulla di illegale. E' quello che i social media chiamano "clever trolling", il disturbo intelligente. Però in Turchia guai toccare il Sultano. Erdogan furibondo medita misure terribili.