Cronaca

Cooperazione tra Eurosam ed imprese turche

5 giugno 2018 Agenzia Nova Foto: Twitter

ANKARA - La cooperazione tra il consorzio franco-italiano Eurosam e il settore della difesa della Turchia consentirà il trasferimento di tecnologie in questo Paese e permetterà di esportare dispositivi per la difesa in mercati terzi.
È quanto affermato dall’ambasciatore d’Italia in Turchia, Luigi Mattiolo, durante un’intervista pubblicata dal quotidiano turco “Hurriyet”. Nelle sue dichiarazioni, il diplomatico italiano ha commentato i negoziati che la Turchia sta tenendo con Eurosam per l’acquisizione del sistema di difesa antiaereo Samp-T, prodotto dal consorzio italo-francese.
“Il settore della difesa è un’area in cui Turchia e Italia intendono sviluppare le relazioni commerciali e in cui per collaborare è necessaria la fiducia”, ha affermato l’ambasciatore Mattiolo. Questi ha aggiunto che “Eurosam ha avviato lo studio di nuovi sistemi di difesa antimissile con le imprese turche, che saranno ovviamente compatibili con i requisiti Nato per definizione”. Il riferimento è allo studio di fattibilità oggetto di un contratto di 18 mesi assegnato dal governo turco ad Eurosam in occasione della visita del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, a Parigi del 5 gennaio scorso. Il contratto prevede che Eurosam effettui uno studio sui nuovi sistemi d’arma in collaborazione con Aselsan e Roketsan, società turche operanti nel settore della difesa. L’intesa mira a porre le basi per un contratto sullo sviluppo e la produzione degli armamenti.
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ANKARA - In un comunicato diffuso nella giornata del 3 giugno, il sottosegretariato per le Industrie della difesa turco (Ssm) ha reso noto che i negoziati tra Ankara ed Eurosam proseguono.
In particolare, il 30 maggio scorso, delegazioni di alto livello delle due parti si sono incontrate nella capitale della Turchia. “La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2019”, afferma l’Ssm. Tuttavia, l’acquisizione del Samp-T potrebbe essere ostacolata dall’acquisto del sistema di difesa aerea S-400 di fabbricazione russa da parte della Turchia. La Nato sostiene, infatti, che l’S-400 non è compatibile con il suo dispositivo militare e che il dispiegamento in Turchia delle batterie missilistiche prodotte in Russia minerebbe la sicurezza dell’Alleanza atlantica.
La Turchia ha più volte affermato di essere stato costretto a rivolgersi alla Russia poiché gli Stati Uniti non hanno fornito i missili Patriot e si sono opposti al trasferimento di tecnologie militari. Secondo “Hurriyet”, il principale vantaggio dello studio condotto da Eurosam e dei Samp-T è nella loro compatibilità con il dispositivo militare della Nato e nella previsione di trasferimenti di tecnologia in Turchia. Tale sviluppo è stato evidenziato anche dall’ambasciatore Mattiolo. Questi ha, infatti, evidenziato che “le maggiori industrie italiane” del settore della difesa “sono pienamente coinvolte nel progetto con le aziende turche, Roketsan e Aselsan” e che la collaborazione tra Eurosam e la Turchia consentirà di trasferire tecnologia nel paese. “C’è trasferimento di tecnologia, c’è lo sviluppo di nuovi prodotti insieme”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia ad Ankara.