Cronaca

Avanzata su TELL RIFAAT

3 aprile 2018 Agenzia Nova Foto: High Time to Awake

ANKARA - Tell Rifat, città del governatorato di Aleppo, potrebbe essere il prossimo obiettivo dell’operazione “Ramo d’ulivo”, avviata il 20 gennaio scorso dalle Forze armate turche in Siria settentrionale. L’obiettivo dell’iniziativa militare è eliminare la presenza delle milizie curde Unità di protezione del popolo (Ypg) dalla regione ed estendere l’influenza della Turchia in Siria.
Il Governo turco considera, infatti, le Ypg, appoggiate dagli Stati Uniti, un gruppo terroristico per i loro legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Impegnato da anni in una lotta separatista contro Ankara, il Pkk è classificato come organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti e Union europea. Le autorità turche appaiono, dunque, decise a controllare l’intera Siria settentrionale, da Afrin a Idlib, da Manbij fino al confine siro-iracheno. Secondo quanto riferisce ad “Agenzia Nova” Amberin Zaman, analista del quotidiano indipendente turco “Diken”, appare “evidente che l'offensiva turca è un'operazione a tempo indeterminato, basata sul tentativo di influenzare le strategie di Washington e di Mosca”.
Per espandere la propria influenza in Siria, la Turchia pare, dunque, condurre un’azione parallela con le principali potenze attive nel paese, Stati Uniti e Russia. Da un lato, Ankara chiede a Washington di cessare l’appoggio alle Ypg e di ritirare i reparti degli Usa stanziati a Manbij in appoggio alle milizie curde contro lo Stato islamico. Dall’altro, per poter conseguire i propri obiettivi in Siria, la Turchia negozia con la Russia, principale sostenitore del Governo di Damasco. In questa strategia, la conquista di Tell Rifat, centro a maggioranza araba, assume fondamentale importanza per la Turchia e le sue Forze armate. A circa otto chilometri da Tell Rifaat si trova, infatti, la base aerea di Menagh, di cruciale importanza per il controllo della Siria nord-occidentale. Nei contatti che che hanno preceduto l’avvio di “Ramo d’ulivo”, affermano fonti russe, Ankara e Mosca avevano convenuto che Tell Rifaat non sarebbe stata coinvolta nell’operazione militare. I reparti russi presenti nella città si sarebbero ritirati per consegnare il controllo del centro abitato alle forze governative siriane. Il 27 marzo scorso, i militari russi hanno lasciato Tell Rifaat, ora controllata dai reparti fedeli al Governo di Damasco.
Tuttavia, nel corso dell’operazione “Ramo d’ulivo”, le Forze armate turche, appoggiate dall’Esercito libero siriano (Fsa, gruppo che si oppone al Governo di Damasco con l’appoggio di Ankara) sono ormai giunte a pochi chilometri da Tell Rifaat. “Conquisteremo Tell Rifaat e conseguiremo così l'obiettivo” di “Ramo d’ulivo”, ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un discorso tenuto il 26 marzo scorso. Il capo dello Stato di Ankara ha aggiunto: “Chiediamo ai nostri interlocutori di adempiere ai loro impegni su Manbij”. Il riferimento è agli Usa che, secondo la Turchia, avrebbero assunto l’impegno di ritirare i propri reparti da Manbij. Tuttavia, Washington ha presto smentito tale intesa, venendo seguita dalle autorità di Ankara. “Gli Stati Uniti devono assumere il controllo di Manbij cacciando i gruppi terroristici il prima possibile”, ha continuato Erdogan. Se le Ypg non saranno rimosse da Manbij, ha concluso il presidente della Turchia, “lo faremo noi stessi insieme alla popolazione locale”.
Insistendo su un intervento militare a Tell Rifaat e Manbij, la Turchia pare, dunque, voler influire sulla strategia degli Stati Uniti per la Siria al fine di conseguire l’egemonia sul nord del Paese. Secondo Zaman, “la pressione esercitata da Ankara sulla Russia affinché ritirasse le sue forze da Tell Rifaat ha rappresentato anche un monito per gli Stati Uniti, affinché prendessero un’analoga decisione per Manbij”. Per l’analista di “Diken”, la Turchia intenderebbe riproporre agli Stati Uniti la soluzione adottata con la Russia su Tell Rifaat. Per ottenere il controllo di tale città, sostiene Zaman, Ankara ha offerto a Mosca la propria collaborazione in Siria per contrastare la presenza statunitense nel nord del Paese arabo. Allo stesso modo, afferma Zaman, la Turchia chiede ora agli Usa di cederle il controllo su Manbij in cambio della rinuncia alla cooperazione con la Russia sulla Siria.