Cronaca

Scontro Turchia-Israele

lunedì 2 aprile 2018 Giordano Stabile/La Stampa Foto: La Stampa Afp

ROMA - Scontro durissimo fra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. La Turchia ha accusato Israele di un «attacco disumano» dopo che l’esercito israeliano ha ucciso 16 manifestanti palestinesi al confine con la Striscia di Gaza.
Netanyahu ha respinto le accuse e ha replicato su Twitter che «l’esercito più morale al mondo non accetta lezioni da qualcuno che ha bombardato i civili per anni in maniera indiscriminata». Probabilmente, ha commentato, «è un pesce di aprile». Netanyahu ha anche accusato la Turchia di «bombardare i villaggi dei curdi» ad Afrin. Subito dopo è arrivata la replica del leader turco: «Hey Netanyahu – ha attaccato in un discorso in tv – sei un invasore, e in quanto invasore sei in quelle terre. E allo stesso tempo sei un terrorista». 
Venerdì scorso è stato il giorno più sanguinoso per i palestinesi dall’ultima guerra a Gaza, nel 2014, quando morirono oltre 1400 persone. La Marcia del ritorno del 30 marzo ha segnato l’inizio di un mese e mezzo di manifestazioni che culmineranno il 15 maggio, Giorno della Naqba, o del Disastro, per i palestinesi. Il 15 maggio ci sarà anche il trasferimento ufficiale dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Gli Stati Uniti hanno messo il veto all’Onu su una bozza di dichiarazione che chiedeva «una indagine indipendente», proposta dal Kuwait, lo Stato che in questo momento rappresenta i Paesi arabi al Consiglio di Sicurezza. Israele ha respinto ogni ipotesi di inchiesta: «Non ci sarà nulla del genere, non collaboreremo a nessuna commissione d’inchiesta», ha detto il ministro della Difesa Avigdor Lieberman.