Cronaca

E ora tocca al Pkk

8 marzo 2018 Agenzia Nova Foto: Il Post

ANKARA - La Turchia e l’Iraq condurranno un’operazione congiunta contro il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) in Iraq settentrionale. Lo ha dichiarato oggi alla stampa il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu.
L’iniziativa turco-irachena dovrebbe aver luogo dopo le elezioni previste in Iraq per il 12 maggio prossimo, ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara. Cavusoglu è poi intervenuto sull’operazione “Ramo d’ulivo”, avviata dalle Forze armate turche il 20 gennaio scorso contro le milizie curde siriane Unità di protezione del popolo (Ypg) il 20 gennaio scorso nella regione di Afrin, in Siria settentrionale. L’offensiva turca contro le Ypg dovrebbe concludersi entro il mese di maggio, ha affermato il ministro degli Esteri turco. Cavusoglu ha poi aggiunto che la Turchia è in grado di condurre simultaneamente sia “Ramo d’ulivo” sia l’operazione con l’Iraq contro il Pkk.
Il 20 gennaio scorso, le Forze armate turche avevano avviato l’operazione “Ramo d’ulivo” contro le Ypg nella regione di Afrin, alla frontiera tra Turchia e Siria. L’offensiva turca è sostenuta dall’Esercito siriano libero (Fsa), gruppo che combatte il Governo di Damasco con il sostegno della Turchia. Dal 2 marzo scorso, l’iniziativa militare turca è poi entrata nella sua seconda fase, con l’intensificazione dei combattimenti specie nei centri urbani. L’obiettivo di Ankara è eliminare le Ypg e il loro partito, l’Unione democratica (Pyd), dal confine turco-siriano. Il Governo turco giudica, infatti, Pyd e Ypg, appoggiati dagli Stati Uniti, dei gruppi terroristici a causa dei loro legami col Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Impegnato da anni in una lotta separatista contro Ankara, il Pkk è ritenuto un’organizzazione terroristica da Turchia, Stati Uniti ed Unione Europea. Dal 20 marzo scorso, ad Afrin è intervenuto anche il Governo di Damasco inviando reparti regolari e le milizie delle Forze nazionali di difesa (Ndf) in appoggio alle Ypg contro l’offensiva turca nella regione.
Un’operazione turco-irachena contro le basi del Pkk in Iraq settentrionale potrebbe sollevare l’opposizione della popolazione locale. Il 24 febbraio scorso, si sono svolte nei principali centri del Kurdistan iracheno manifestazioni contro “Ramo d’ulivo”. Dal capoluogo Erbil a Sulaymaniyah, da Halabja a Rania, i manifestanti hanno chiesto il ritiro delle truppe turche da Afrin e l’intervento sia del governo regionale del Kurdistan iracheno sia della comunità internazionale per fermare “Ramo d’ulivo” e proteggere la popolazione civile.
La mobilitazione contro “Ramo d’ulivo” era stata lanciata il 22 febbraio dai partiti del parlamento curdo di Erbil. Allora, presentando l’iniziativa contro l’offensiva turca contro i curdi siriani, Farouk Jamil, membro del Parlamento di Erbil, aveva affermato che la regione di Afrin è sotto attacco della Turchia, “potenza occupante”, appoggiata da “gruppi terroristici siriani”. Secondo il deputato, le Ypg “stanno combattendo contro questa occupazione” e sono “motivo di orgoglio” per i curdi iracheni, in quanto “pare che stiano difendendosi e respingendo l’aggressione” della Turchia. Inoltre, Jamil aveva denunciato i bombardamenti turchi su Afrin come causa di “un disastro e un genocidio”. Per tale motivo, aveva affermato il deputato curdo, la città “ha bisogno più che mai dell’aiuto del mondo libero”.