Società

Il rischio di di Osman Kavala

domenica 11 ottobre 2020 Servizio ripreso da Agi Foto: Wiktor Dabkowski/NurPhoto

ROMA - La procura di Istanbul ha chiesto l'ergastolo per il filantropo, attivista da sempre in difesa dei diritti umani e interlocutore dell'Unione Europea, Osman Kavala, in carcere da quasi 900 giorni.
La detenzione a vita è stata chiesta anche per altri due imputati, Yigit Aksakoglu e Mucella Yapici. Rischiano invece una condanna tra i 15 e i 20 anni altri 6 imputati, tra loro avvocati e attivisti.
Lo scorso 28 febbraio la Corte aveva ordinato la prosecuzione della detenzione di Osman Kavala, nonostante lo scorso 10 dicembre la Corte europea dei diritti umani, con sede a Strasburgo, aveva dichiarato illegittima la sua detenzione, intimando il governo di Ankara di liberarlo e di far caderele accuse a lui rivolte.
L'attivista, insieme agli altri 2 imputati che rischiano l'ergastolo, è stato arrestato per eversione dell'ordine democratico. La Turchia ritiene non vincolante la Corte di Strasburgo, che ha accolto le richieste degli avvocati difensori di Kavala, unico dei 16 imputati attualmente detenuto, mentre altri nove imputati sono sottoposti a forme meno afflittive di restrizione della libertà personale.  
Il procuratore ha chiesto la separazione dei processi riguardanti i sette imputati giudicati in contumacia. Tra questi ultimi spicca il nome dell'ex direttore del quotidiano Cumhuriyet, Can Dundar, che si trova in Germania.
Kavala, secondo l'accusa, avrebbe diretto, coordinato e organizzato le proteste per il parco Gezi, esplose a Istanbul all'inizio dell'estate 2013 per poi allargarsi a gran parte del Paese, con il fine di rovesciare il governo. A rendere ancora più pesante la sua posizione è la presunta vicinanza a Fetullah Gulen, ritenuto la mente del golpe del 15 luglio 2016. Kavala è il fondatore dell'organizzazione Anadolu Kultur e si è impegnato nella promozione di arte e cultura e nella lotta contro la violazione dei diritti dell'uomo.