Società

Passato, presente e futuro di una architettura universale

lunedì 6 luglio 2020 Servizio ripreso da RaiNews.it Foto: Pixers

ISTANBUL - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan lo aveva annunciato nel marzo scorso alla vigilia di una tornata elettorale amministrativa: Santa Sofia tornerà ad essere una moschea tornando a ribadire una promessa fatta più volte alla sua base attratta dalla linea confessionale e nazionalista intrapresa dal Erdogan dopo la fase più moderata ed europeista dei primi anni di Governo.
Costruita nel VI secolo durante l'impero di Giustiniano, Santa Sofia (Hagia Sophia dal greco 'Αγßα Σοφßα) fu per circa un millennio cattedrale patriarcale cristiana greco-ortodossa. Nel 1453, dopo la conquista ottomana di Costantinopoli, fu adibita a moschea e tale rimase fino alla nascita della repubblica quando, dopo la sconsacrazione avvenuta nel 1931, nel 1935 Mustafa Kemal Ataturk la trasformò in museo. La discussione sullo statuto di Santa Sofia si gioca proprio intorno alla validità del decreto del 1934 che ne mutava la funzione in museo e che non fu mai pubblicato. Su questo cavillo giuridico il 2 luglio il supremo tribunale amministrativo di Ankara dovrà pronunciarsi aprendo, in caso di accoglimento delle istanze del mondo mussulmano sostenute dal presidente, alla possibilità che il portentoso edificio, meraviglia ingegneristica e architettonica bizantina, torni ad essere una moschea.
Uno dei monumenti simboli di Istanbul che ogni anno, prima dell'emergenza dovuta alla pandemia da coronavirus, attirava milioni di visitatori da tutto il mondo, Santa Sofia deve il suo fascino in particolare alla cupola opera degli architetti Isidoro di Mileto e Anthemios di Tralles che, con i suoi 33 metri di campata poggiata su quattro basi, è a tutt'oggi la più grande mai realizzata nella storia di tutti i tempi. La pressione di Erdogan perché torni ad essere luogo di culto islamico è fortissima. Il 29 maggio scorso, proprio in occasione dell'anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli, per la prima volta dopo quasi novanta all'interno di Santa Sofia è stato nuovamente declamato il Corano. Alla vigilia della decisione della corte turca non mancano le reazioni contrarie. Il patriarca ortodosso Bartolomeo: Come Museo Hagia Sophia è luogo di incontro e coesistenza pacifica "La conversione di Hagia Sophia in moschea deluderà milioni di cristiani in tutto il mondo": lo scrive il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, in merito alla preannunciata decisione del Governo turco guidato dal presidente Rece Tayyip Erdogan di trasformare il monumento in un luogo di culto musulmano.
"La conversione di Hagia Sophia in una moschea è un tema ampiamente discusso", scrive il patriarca degli ortodossi in una nota diramata oggi, "Nel 2016, inviammo addirittura una lettera al direttore degli Affari religiosi, prof. Mehmet Goermez, al quale esprimemmo la nostra preoccupazione per la proposta alterazione dello status di Hagia Sophia e sottolineammo che questo monumento unico ha guadagnato valore sacro per entrambe le religioni monoteiste perché ha servito come luogo di culto a Dio per 900 anni per i cristiani e per 500 anni per i musulmani." "Il tempio della saggezza di Dio," prosegue la nota del patriarca, "E' indubbiamente uno dei monumenti classici di massimo significato della civiltà universale. 'Classico' è ciò che trascende sempre i confini di un popolo e l'epoca della sua creazione e che non appartiene solo a chi lo possiede, ma all'intera umanità. In questo senso, il popolo turco ha la grande responsabilità e il più alto onore di dare prominenza all'universalità di questo squisito monumento.
Come museo, Hagia Sophia può funzionare come luogo e simbolo di incontro, dialogo e coesistenza pacifica dei popoli e delle culture, reciproca comprensione e solidarietà tra cristianesimo e islam, il che è estremamente vitale e benefico per il mondo contemporaneo". "La conversione di Hagia Sophia in moschea," conclude la nota, "Deluderà milioni di cristiani in tutto il mondo e Hagia Sopia, che, a causa del suo carattere sacro, è un centro vitale dove l'Oriente abbraccia l'Occidente, fratturerà questi due mondi, tanto più in un tempo nel quale l'umanità afflitta e sofferente, a causa della pandemia da nuvo coronavirus, ha bisogno di unità e orientamento comune". La Grecia si appella all'Unesco Il ministro della Cultura greco Lina Mendoni ha inviato giovedì scorso una lettera ai rappresentanti di tutti gli Stati membri dell'(UNESCO) per lanciare l'allarme sui piani del governo turco per riconvertire Hagia Sophia in moschea: "Non si deve permettere che Hagia Sophia sia spogliata del suo carattere universale e che si è trasformato in un luogo di culto musulmano", ha detto Mendoni, sostenendo che il monumento è stato lasciato in eredità all'umanità nel 1934, quando il fondatore della moderna Turchia, Kemal Ataturk, aveva approvato un decreto che lo trasforma in un museo: "Quello che il governo turco e il presidente Erdogan stanno cercando di fare riaccende il sentimento nazionalista e il fanatismo religioso. È un tentativo di ridurre il valore del monumento e il suo splendore internazionale".
Mendoni conclude che la riconversione di Hagia Sophia in moschea richiederebbe comunque anche l'approvazione dell'Unesco, che ha inserito il sito nell'elenco dei monumenti patrimonio culturale dell'umanità nel 1985 e la Turchia, che ha firmato la Convenzione dell'Unesco nel 1972, con questa mossa violerebbe tale accordo.