Società

440 paia di scarpe per ricordare le donne uccise

24 settembre 2019 Servizio ripreso da Lettera Donna Foto: Lettera Donna

ISTANBUL - In una Turchia sempre più sorda agli appelli di parità di genere e sempre più sfibrata dall'aumento dei femminicidi, il graphic designer Vahit Tuna ha scelto di non tacere e di protestare con l’unico mezzo a sua disposizione: l’arte.
Sul muro di un edificio, al centro di una trafficatissima Istanbul, hanno fatto capolino lunghe file di scarpe con il tacco: 440, esattamente come il numero delle donne che, nel 2018, hanno perso la vita per mano di un marito o di un compagno violento.
Le fotografie del memoriale in ricordo delle vittime hanno fatto il giro del web, suscitando l’attenzione di molti. Che, attirati dalla potenza dell’opera, ne hanno condiviso il grido di dolore. Parte di un progetto realizzato dalla piattaforma artistica non profit Yanköºe, l’installazione nasce per sensibilizzare il maggior numero di visitatori sulla questione: «Volevamo che tutti potessero vederla. Anche chi si trova a passare per caso», ha spiegato l’artista, spinto dal desiderio di fissare nella memoria una tragedia che i media trascurano e ispirato dai continui messaggi di sdegno raccolti sui social media. Oltre che da una vecchia tradizione, diffusa in varie parti della Turchia, che prevede che, in caso di lutto, si lascino le scarpe appartenute al defunto proprio sul muro della sua abitazione. La scelta del modello non è stata casuale né motivata da un ragione puramente legata all’estetica: per Tuna, infatti, i tacchi sono «simbolo di indipendenza e ribellione, uno dei modi attraverso cui una donna può dare mostra della sua determinazione e del suo diritto alla libertà». Un diritto di cui le donne ricordate dall'installazione non hanno potuto godere.
La morte di Emine Bulut, pugnalata dall’ex marito davanti alla figlia, non ha fatto altro che ribadire ulteriormente il grosso problema della Turchia con la violenza domestica e i femminicidi, che non sono diminuiti. Secondo la piattaforma We Will Stop Femicide, infatti, nel solo mese di agosto 2019, sono state uccise 49 donne, di cui 39 per mano di parenti o conoscenti, e per i motivi più svariati: dal rifiuto di un amore che non le rendeva più felici a un desiderio di libertà che la famiglia e le tradizioni non riuscivano proprio ad accettare e a comprendere.