Società

Femminicidio, se ne parla ma sono solo parole

31 agosto 2019 Servizio ripreso da il Post Foto: Il Post/CNN

ISTANBUL - In Turchia si sta parlando molto di un femminicidio avvenuto il 18 agosto nella città di Kirikkale, non lontano da Ankara.
Il femminicidio è avvenuto in un ristorante del centro della città, dove un uomo di nome Fedai Baran ha pugnalato alla gola, uccidendola, la sua ex moglie, Emine Bulut, di 38 anni. Al momento dell’accoltellamento era presente anche la figlia della coppia, di 10 anni. Dopo aver ucciso la donna, l’uomo è uscito dal locale ed è scappato a bordo di un taxi, mentre la donna è stata portata in ospedale, dove è morta.
L’uomo è stato successivamente arrestato e ha motivato l’assassinio dicendo che l’ex moglie lo aveva “offeso” mentre i due stavano discutendo della custodia della figlia. Nei giorni successivi è circolato un video realizzato nel ristorante al momento dell’uccisione, in cui si sente la donna subito urlare «Non voglio morire» dopo essere stata accoltellata, mentre perdeva moltissimo sangue, e la figlia dirle «Mamma, ti prego non morire». La frase pronunciata dalla donna (in turco «Ölmek istemiyorum») è stata ripresa sui social network da molte persone, che l’hanno utilizzata per chiedere un intervento della politica per combattere la violenza degli uomini contro le donne.