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La guerra delle banane

martedì 3 novembre 2021 Servizio ripreso da Chiara Clausi/ilGiornale Foto: alami

ISTANBUL - È la guerra delle banane fra rifugiati siriani e Turchia. Sembra il tema di una vignetta umoristica o di una barzelletta, invece è accaduto davvero. Due video virali hanno innescato una crisi senza precedenti fra la comunità siriana di Istanbul e le autorità turche.
Tutto è cominciato con una lite al mercato, quando un turco di mezz'età ha apostrofato i rifugiati: «Vedo i siriani nel bazar che comprano chili di banane, e io non posso permettermele». I siriani hanno però risposto con un altro video su TikTok, dove mangiano una banana dopo l'altra e prendono in giro i turchi. Non l'avessero mai fatto. In undici si sono beccati un decreto di espulsione e adesso rischiano di finire in Siria, e magari nelle mani di Assad.
Le battute sulle banane erano solo per divertimento sul web, ma non hanno divertito tutti. Una foto sui social addirittura ha sostituito la bandiera turca con una banana bruciacchiata. In un clima di crescente ostilità verso la numerosa comunità siriana della Turchia, le banane sono diventate un simbolo di divisione tra le due popolazioni. Il Partito della vittoria, nazionalista e di recente fondazione, ha presentato una denuncia contro gli utenti siriani di TikTok per «aver offeso il popolo turco e la sua bandiera». Altri sui social media hanno affermato che i video «deridono della grave situazione economica che i turchi stanno affrontando».
In un momento di difficoltà economiche, questi video hanno infastidito anche il potere. La polizia turca ha accusato gli 11 siriani arrestati di «provocazione e incitamento all'odio». L'autorità per l'immigrazione ha affermato che «li espellerà dopo che saranno state espletate le necessarie pratiche burocratiche». Sui social media, un membro della diaspora siriana ha però precisato: «Non stiamo prendendo in giro i turchi, stiamo prendendo in giro il razzismo. Il deterioramento economico ci riguarda tutti».
La Turchia ospita la più grande popolazione di rifugiati del mondo, inclusi 3,6 milioni di siriani. Il sentimento anti-migranti però è in aumento, con un certo numero di politici nazionalisti turchi che si battono per restrizioni più severe per chi vuole entrare nel Paese. Inoltre in Turchia ci sono leggi severe che vietano gli insulti contro lo stato, la sua bandiera e il presidente. I creatori di questi video sulle banane potrebbero essere perseguiti in base a queste leggi.
Secondo alcuni analisti i turchi hanno iniziato a considerare i rifugiati siriani come un «capro espiatorio» per darsi una spiegazione della grave crisi economica che attraversa il Paese. Il rapporto dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ad esempio, ha suggerito che oltre l'80% dei turchi ritiene che i siriani sfollati prosperino grazie ai sussidi governativi. In realtà, meno della metà della popolazione rifugiata riceve un'indennità mensile di circa 12 dollari per membro della famiglia, appena sufficiente a coprire le spese domestiche.
Ma mentre le tendenze sui social vanno e vengono, questi video potrebbero avere conseguenze durature per alcuni siriani. La crescente ostilità verso i rifugiati siriani in Turchia si è già tradotta in violenza. Le forze dell'ordine hanno arrestato 76 persone ad agosto dopo che una folla ha preso d'assalto un quartiere di Ankara dove vivono molti immigrati siriani. Una massa di persone ha ribaltato automobili, vandalizzato negozi e scandito slogan anti-siriani. La Turchia era un Paese un tempo che aveva un forte senso dell'umorismo, ora sembra solo un lontano ricordo.