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Opinioni scomode

21 dicembre 2019 Turchia Oggi Foto-riproduzione: QuattroVenti

ROMA - All’amico Vittorio – parlo di Vittorio Ciarrocchi – mi accomunano, tra le tante, due cose in particolare: l’aver fatto entrambi per un paio di volte il giro di boa degli anta e l’abitare vicini di casa.
Ora il fatto di essere “stagionati” non significa – almeno per Vittorio – abbandonarsi a quella sorta di rassegnazione, culturale e fisica, che in genere è propria di chi è avanti negli anni. E’ un piacere allora – quando mi capita di recarmi in vacanza a Pesaro – vedere Vittorio uscire la mattina di buon’ora dal palazzo in cui abita e camminare a passo spedito alla volta della più vicina edicola per acquistare i quotidiani di cui non potrebbe fare a meno. E già perché Vittorio è uno dei pochi che è rimasto ancora affezionato alla carta stampata ma non per questo rifuggendo dalla lettura on-line. Del resto cosa c’è di più appagante di un giornale tra le mani, maggiormente se si è seduti in poltrona: sfogliarlo, scorrere le colonne dalla prima all’ultima pagina, sottolineare i punti più salienti di un articolo, lasciarlo da parte per poi riprenderlo in un secondo momento. Il giornale è come un libro. Bisogna toccarlo, sentirlo proprio. Diceva Ennio Flaiano “Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni ”. Bene, il discorso vale per i giornali. Tutto questo Vittorio Ciarrocchi lo sa, considerato che scrive per un quotidiano. Collabora infatti da lungo tempo con il Resto del Carlino nella edizione locale. Le sue opinioni, scomode, lasciano il segno.
Grande erudito ed insigne latinista, nonché strenuo difensore della lingua italiana, il mio amico raccoglie tutte le qualità per essere un bravo giornalista. Ah, se lo avesse fatto di mestiere! Forse un professore in meno ma di sicuro un valido cronista in più. Alla Ricciardetto (Augusto Guerriero, n.d.r) per intenderci. La prova sono quei cento articoli o libelli raccolti in un libro dal titolo, per l'appunto, “Opinioni scomode. Tra storia e cronaca”.
Già, opinioni scomode. Né poteva essere altrimenti visto che Vittorio, novello Giovenale, quando si accinge a scrivere non usa mezze parole. Non solo, ma - dimostrando di essere pienamente informato di quanto avviene quotidianamente nella nostra società, dei suoi usi e costumi, dei fatti di cronaca e di tutti gli avvenimenti in genere – si diverte sia pure garbatamente ad ironizzare su certe figure di politici e di pseudo-intellettuali, sul qualunquismo dei partiti, sull’ignoranza generalizzata, sulla mancanza dei valori. Soprattutto sulla mancanza dei valori. Vittorio lo fa per amore della verità, è lui stesso a confessarlo. I bersagli sono molteplici e tutti centrati. Ma poi tutto questo serve a qualche cosa? Mah! Per parte mia ritengo che - al punto in cui siamo arrivati di disfacimento culturale - le speranze di rinascita siano davvero scarse. Esempio. E’ di qualche giorno fa la dichiarazione di un ministro in carica nell’attuale Governo. Ad un certo punto del suo intervento nell'aula di Montecitorio se ne è uscito fuori dicendo: “Faremo dell’Italia una vera smart nazionale”. Cosa volesse significare, a saperlo; ma potrebbe essere il leit-motiv per una ulteriore “opinione scomoda”. Che ne pensi Vittorio?
Basta, chiudiamo qui. All'autore di questo gradevole pamphet un grazie particolare, per quello che ci ha dato e per quello che ci darà in futuro. Che insista e, se anche nella categoria dei giornalisti c’è qualche collega che “risponde villanamente”, vada avanti per la tua strada. Personalmente sono sempre qui, pronto a leggere nuove opinioni. Nella speranza di rivederci, come spesso accade fuori dei cancelli di casa – io occupato a pulire il marciapiede dalle cartacce buttate da passanti ignoranti, tu Vittorio mentre ti accingi ad intraprendere la camminata mattutina - chissà, potrebbe essere l’occasione buona per qualche divagazione “senza orario”, magari dissertando sugli antichi latini, magari sugli imperatori romani che - essendosi lasciati contagiare dalle bellezze dell’Asia Minore (attuale Turchia) - fecero di questa terra la loro sede naturale. Valgano per tutte le testimonianze di Adriano e Marco Aurelio. A presto, dunque!

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Opinioni scomode
Copyright by Vittorio Ciarrocchi
Edizioni Quattro Venti – pagg. 163
13,00 euro