Tweets

La montagna che sputa fuoco

lunedì 6 maggio 2019 Servizio ripreso da Noemi Penna/La Stampa Foto: La Stampa

ISTANBUL - Una fiamma eterna sfarfalla nel Parco nazionale dell'Olympos Beydaglari di Antalya, in Turchia. Qui si trova una montagna in grado di «sprigionare» fuoco: le fiamme escono dalle fenditure nella roccia e sono alimentate da una misteriosa emissione di metano dai meandri della Terra.
Le montagne non dovrebbero «sputare fuoco». Ma nonostante questo, questo massiccio turco emette costantemente da almeno duemila anni le Chimaera seep, le fiamme Chimera. A spiegare, almeno in parte, questo fenomeno, è ora uno studio pubblicato sulla rivista Applied Geochemistry condotto dal ricercatore italiano Giuseppe Etiope insieme al collega canadese Michael J. Whiticar, che documenta come queste fiamme perpetue vengano alimentate da una «infiltrazione sotterranea di metano», ma non dello stesso tipo prodotto dalla decomposizione della materia organica. Si tratta infatti in un «metano abiotico, prodotto spontaneamente dalle reazioni chimiche tra rocce e acqua» direttamente nel sottosuolo.
Non si tratta di un fenomeno raro: la montagna turca non è l'unica a custodire questa fonte illimitata di metano inorganico. Tuttavia rimane misterioso: nello studio, Etiope elenca le varie ipotesi che possono spiegare la produzione di metano senza alcun elemento organico coinvolto, dal raffreddamento del magma, ai meteoriti primordiali, sino al processo di serpentinizzazione che si verifica quando l'acqua filtra attraverso alcuni tipi di minerali nel mantello terrestre, causando una reazione metamorfica.
Qualunque sia il perché, rimane l'incredibile fascino di questo fenomeno che si può osservare nel parco nazionale turco che si estende lungo i litorali delle antiche regioni della Panfilia e della Licia. La montagna più alta del parco è il Tahtali Dagi l'Olimpo Licio, e il giacimento di gas perennemente in fiamme di Yanartas si trova proprio ai piedi di questa montagna.