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La moschea di Erdogan

martedì 27 giugno 2018 Simonetta Scarana/Italia Oggi Foto: Italia Oggi

ISTANBUL - Un imponente edificio religioso è in costruzione a Taksim, celebre piazza di Istanbul che incarna la storia politica turca. Dal caffè Kitchenette, insegna alla moda di piazza Taksim, si vedono gli operai intenti a riempire la cupola principale della moschea, preludio all'edificazione dei minareti, all'imbocco del viale Istikal, gli Champs-Elysées di Istanbul, megalopoli di oltre 15 milioni di abitanti, divisa fra le sue pluralistiche identità.
Il progetto è stato pensato molto tempo fa tanto che si pensava non sarebbe mai arrivata. Oggi, invece, non è più uno scherzo. E quello che sembrava impensabile sta diventando realtà, secondo quanto ha riportato Le Figaro.
I lavori della moschea sono cominciati un anno fa e stanno procedendo in maniera molto spedita. E hanno riacceso le paure di una islamizzazione accelerata della società turca per impulso del presidente Recep Tayyip Erdogan e del suo partito, l'Akp (il partito della giustizia e dello sviluppo), al potere dal 2002.
L'idea di una moschea in piazza Taksim non è nuova. Risale agli anni 90. All'epoca, il primo ministro, islamista, Necmettin Erbakan, vi vedeva un modo di riaffermare l'identità musulmana di Istanbul. Su queste ambizioni il veto degli eredi dei kamalisti avevano frenato rapidamente il progetto. Ma i tempi sono cambiati. E nel 2013 il progetto è stato ripreso, malgrado l'opposizione di migliaia di liberali e attivisti della sinistra, con le loro manifestazioni, prontamente represse.
La posa della prima pietra è avvenuta nel febbraio 2017, con l'apertura del cantiere. All'epoca, il sindaco di Istanbul, Kadir Topbas, ha tentato di spazzare via le paure parlando di un «simbolo della straordinaria tolleranza della città», come ha riportato Le Figaro. E della sua pluralità: questa moschea, la prima del genere a Taksim, sorge non lontano da tre chiese, fra le quali la greca-ortodossa, Ana Triada. E a qualche metro di distanza dal monumento che commemora la fondazione della Repubblica da parte di Ataturk.
I detrattori dell'operazione sostengono che questa moschea sia in realtà una provocazione in più in una battaglia ideologica che si gioca sulla piazza di Taksim, ha spiegato a Le Figaro, Tuna Kuyucu, docente di sociologia urbana all'università del Bosforo. Non c'era bisogno di una nuova moschea, ha detto al quotidiano francese, dal momento che Istanbul ne ha un numero sufficiente, anche nei dintorni di piazza Taksim. Ma la dirigenza politica al potere è ossessionata dalla costruzione di nuovi edifici religiosi per consolidare la propria base e marcare il proprio territorio.
La moschea è completamente sproporzionata rispetto al paesaggio intorno e occupa all'incirca 1.500 metri quadrati in un perimetro già saturo di edifici. Sarà alta trenta metri. Accoglierà anche una sala conferenze e disporrà di un parcheggio sotterraneo per 180 posti auto.