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Alla ricerca dell'Arca

23 dicembre 2017 Giulia Mattiolo/Turismo.it Foto: Turismo.it istockphotos

ROMA - Come nell'incipit di un film, un romanzo, una storia di avventura: un team di archeologici e scienziati, capitanati da un visionario professore californiano avrebbe annunciato di voler riprendere le ricerche dell’Arca di Noè. Dove? Sul Monte Ararat, naturalmente.
Il professore sarebbe convinto di avere buone probabilità di trovare delle evidenze scientifiche innanzitutto di un grande cataclisma (biblicamente noto come Diluvio Universale). E poi di voler dedicare maggiore impegno agli studi sul monte stesso per risalire a qualche traccia della gigantesca arca. I condizionali sono d’obbligo tuttavia, sia per il tema leggendario, sia per il supposto professore di cui non abbiamo trovato fonti certe (si chiamerebbe Paul Esprante).
Il monte Ararat si trova in Turchia, e, secondo il racconto biblico, è il punto sopraelevato su cui l’arca si arenò dopo la leggendaria alluvione. Dagli anni ’50 si è fatta strada la teoria che una conformazione rocciosa sulla cima del monte, effettivamente di forma allungata, come una nave, sarebbe l’impronta del relitto. E’ nota come Anomalia dell’Ararat, e scomodando gli UFO, i massoni e la CIA, ha per anni catturato l’attenzione degli appassionati di misteri. Narrazione a parte, il monte – un vulcano dormiente – è alto 5.137 metri, ed è un sito di climbing di straordinaria bellezza.
Con un po’ di fantasia, si può osservare che nell’area c’è anche un’altra depressione rocciosa che corrisponde alla forma di un’imbarcazione. Si tratta del sito archeologico di Durpinar, che in realtà si trova sul Monte Tendurek, appena a sud dell’Ararat. In quest’area sono anche state trovate delle enormi pietre con una sorta di ‘anello’, che secondo alcune teorie sarebbero state impiegate nell’antichità come ancore.
Il Monte Ararat si trova all'estremo oriente della Turchia, molto vicino al confine iraniano e armeno (in un territorio che un tempo era Armenia). Fa geograficamente parte del Kurdistan, nazione non riconosciuta come Stato. Insomma, non è la zona più tranquilla del mondo per fare arrampicate, per usare un eufemismo. Spesso l’area – e tutta la regione – sono completamente chiuse ai turisti e qualsiasi tipo di trekking è impossibile. 
Sempre se vi è permesso arrivarci, è importante richiedere il permesso per arrampicare al governo turco. E anche per campeggiare. Possono volerci mesi per ottenerlo, non acquistate biglietti aerei prima di esserne sicuri.