Economia/agricoltura

A cena con gli imprenditori

lunedì 5 febbraio 2018 Il Messaggero Foto: Il Messaggero

ROMA - Diciassettesima economia del mondo, sesta in Europa, con un Pil da 858 miliardi di dollari cresciuto in media annua del 5% dal 2004 al 2016, ed investimenti diretti esteri per 12.3 miliardi di dollari nel 2016, la Turchia punta oggi anche sul rafforzamento dei rapporti commerciali con l'Italia.
Così, nelle sue poco più di 24 ore a Roma, con una agenda serrata, in un hotel Excelsior blindato in via Veneto il presidente turco Erdogan si è ritagliato uno spazio per un confronto con gli imprenditori italiani.
Una cena in serata con il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, e con grandi gruppi industriali con una forte vocazione internazionale come - tra gli altri - Salini Impregilo, Leonardo (e la j.v missilistica Mbda), Pirelli, Snam, Ferrero, Astaldi, Unicredit, Caltagirone, Fincantieri, Barilla. Tra gli ospiti anche il segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni.
Nelle relazioni commerciali l'Italia è per la Turchia il terzo partner con 16 miliardi su un intercambio totale di 308 miliardi di euro ed una quota di mercato del 5,2% (nel 2016), come indica la nota economica sul Paese dell'Ice Agenzia, da cui emergono i dati che ne delineano lo scenario economico. La Germania è il primo partner con 32 miliardi, la Cina il secondo.
L'import dall'Italia vale 9.2 miliardi (con il settore della meccanica al primo posto) e l'export dalla Turchia in Italia 6,8 miliardi (dati 2016). Nei primi sei mesi del 2017 l'interscambio è aumentato dell'8.75, con un +2.3% di importazioni e +18.3% di esportazioni verso l'Italia: nel semestre il saldo «resta stabilmente in attivo per l'Italia per 831 milioni». Sono «settori prioritari» per il made in Italy, in Turchia, l'elettromedicale, infrastrutture, costruzioni e logistica, energia e rinnovabili, Industry 4.0 e smart technology, meccanica strumentale, moda e lifestyle, agroalimentare e bevande.