Economia/agricoltura

La BC sfida Erdogan e alza i tassi al 24%

13 settembre 2018 Il Sole 24 Ore Foto: Il Sole 24 Ore

ISTANBUL - Erdogan aveva chiesto di abbassare i tassi, la Banca Centrale della Turchia li ha invece alzati, e non di poco, portandoli al 24% dal 17.75 per cento.
L’istituto monetario, accusato di troppa timidezza nei mesi scorsi di fronte al crollo della lira, questa volta ha tenuto testa al presidente, preferendo rispondere alle pressioni degli investitori.
La Lira turca ha così recuperato immediatamente terreno - ora sale del 3.7% sul dollaro, con cui viene scambiata a 6.18 (qui il cambio con l’euro) - dopo che in mattinata aveva perso terreno a seguito delle parole del presidente: Recep Tayyip Erdogan era tornato infatti a scagliarsi contro il rialzo dei tassi, ritenuto «la ragione» dell'inflazione. La Turchia «dovrebbe tagliare questi alti tassi di interesse» aveva detto in un discorso ad Ankara, mentre «l’inflazione è il frutto di passi sbagliati della banca centrale». Il presidente sostiene la tesi a dir poco eterodossa secondo cui l’aumento dei tassi di riferimento farebbe salire l’inflazione, mentre al contrario un loro taglio farebbe scendere le pressioni sui prezzi.
Dopo le parole di Erdogan il dollaro si era impennato da 6,3770 a 6,5340 lire turche; il mercato, invece, si aspettava che la Banca Centrale turca agisse ancora una volta alzando i tassi di interesse dall'attuale 17.75% al 21%.
Le parole di Erdogan erano suonate dunque come un attacco alla Banca Centrale turca. «Non ho mai visto la banca centrale centrare le sue previsioni di inflazione di fine anno», aveva affermato Erdogan dopo che l’istituto centrale, dieci giorni fa, aveva annunciato che avrebbe aggiustato la sua politica monetaria alla luce «significativi rischi per la stabilità dei prezzi» generati dal deterioramento dell'inflazione. «Questa non è una crisi ma una manipolazione» aveva detto ancora il presidente turco, che, a dispetto dell’ortodossia economica, continua a ritenere l'inflazione un effetto dei tassi di interesse e non viceversa: «Chi afferma il contrario, non conosce questa materia».
La Banca Centrale turca «continuerà a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per perseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi» e la stretta monetaria verrà mantenuta «in modo deciso fino a quando l'inflazione mostrerà un significativo miglioramento. Se necessario - spiega l'istituto centrale - saranno realizzate ulteriori strette monetarie».

 

La decisione di alzare i tassi è stata motivata con la galoppata dei prezzi, ulteriormente saliti ad agosto. «I recenti sviluppi relativi all'outlook dell’inflazione mettono in luce significativi rischi per la stabilità dei prezzi. L’aumento dei prezzi ha mostrato un andamento generalizzato in tutti i
subsettori, riflettendo i movimenti nei tassi di cambio», si legge nella nota. «Il deterioramento dell'andamento dei prezzi continua a porre rischi al rialzo per l'outlook dell'inflazione, nonostante le condizioni più deboli della domanda interna. Conseguentemente - spiega il comunicato -, il consiglio direttivo ha deciso di implementare una forte stretta monetaria per sostenere la
stabilità dei prezzi».