Economia/agricoltura

Lira turca, la tensione resta alta

18 maggio 2019 Servizio ripreso da Emerich de Narda/Milano Finanz Foto: Milano Finanza

ISTANBUL - Cosa sta succedendo alla lira turca? Questa è la domanda che ricorre più spesso nelle sale operative dei forex trader.
L’euro/lira turca ha chiuso la settimana a ridosso dell’area di 6,77 lire, in calo rispetto al massimo relativo di 7,03 lire registrato lo scorso 9 maggio, ma comunque ancora sopra il supporto statico di 6,70 lire. Quest’ultimo pavimento infatti, era la barriera ribassista rotta la quale, si sarebbe potuto verificare un leggero rafforzamento della .La turca, fino almeno a quota 6.5 lire. Purtroppo per la Turchia, però, così non è stato.
Nelle prossime sedute ci si attende dunque un ulteriore indebolimento, con un primo target a 6.90 Lire, per poi tornare verso i massimi relativi sopra quota 7 Lire. Chi opera su questo cambio sappia però che tutto è possibile, come già successo in passato. Nell’eventualità che nel weekend, la banca centrale turca s’inventi qualche altra mossa fantasiosa (come già successo con l’aumento monstre dei tassi swap overnight lo scorso 27 marzo) per tentare di arrestare la speculazione sulla moneta, il target ribassista è a 6.5 lire. La situazione si allenterebbe soltanto sotto quota 6.5 lire, mentre per una distensione totale della pressione sulla Turchia avverrebbe soltanto se l’euro/Lira scendesse sotto quota 5.90 lire. Tutte considerazioni suggestive ma di difficile realizzazione.
La realtà infatti è che la Turchia sta vivendo una grossa crisi economica ed è quindi più facile che il cambio torni verso i massimi storici di 8 lire che non verso il basso. A soffiare sul fuoco c’è pure la decisione del Consiglio Elettorale Supremo che, a seguito della richiesta del presidente Erdogan, ha indetto nuove elezioni amministrative a Instanbul per il 23 giugno prossimo annullando quindi la vittoria del partito d’opposizione. L’attuale crisi non si sta riversando solo sulla valuta locale ma anche sulle obbligazioni governative con i rendimenti decennali saliti oltre il 20% e quelli biennali poco sotto al 25%. Una spirale che l’attuale condizione economica difficilmente riuscirà ad assorbire, avvitando ulteriormente la moneta turca. Per non farsi mancare niente, bisogna poi aggiungere l’irritazione della presidenza degli Stati Uniti verso la decisione della Turchia di acquistare missili dalla Russia.
In segno di ritorsione, gli Stati Uniti hanno deciso di togliere l’esenzione ai dazi dei prodotti turchi. Beneficio istituito nel lontano 1975, per aiutare alla crescita i paesi in via di sviluppo. Questi fattori lasciano presagire che gli operatori valutari preferiranno un’operatività long sul cambio dell’euro/lira turca visto che la soluzione ai problemi economici è ancora ben lontana dall’essere trovata.