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Il satiro di Izmir

31 dicembre 2020 Servizio ripreso da Giuseppe Mancini/Il Giornale dell'Arte Foto: Il Giornale dell'Arte

ROMA - La nuova campagna di scavi nell’antica Smyrna, pur procedendo a rilento a causa del Covid, ha consentito di localizzare alcune strutture termali e un ginnasio nella zona dell’agorà.
Nell’area del teatro invece, già oggetto di scavo a partire dal 2018 con lo smantellamento di abitazioni fatiscenti, è stato liberato dai sedimenti un grande bassorilievo in marmo di un satiro che impugna un bastone per la caccia (logobolon), lungo 1 metro e 70 e scolpito in marmo pregiato proveniente da Aphrodisias o Thassos e ritrovato in quattro grandi frammenti.
Il teatro è stato costruito originariamente in epoca ellenistica, ne rimangono solo poche file della cavea e strutture frammentarie della scena. Il nucleo ellenistico e poi romano della città è stato inglobato dalla moderna Izmir, quindi le attività archeologiche sono subordinate a espropri e demolizioni che prendono anni.
I lavori procedono però in parallelo nella Smyrna più antica: un insediamento autoctono del III millennio a.C. in una diversa località, sul quale è stata fondata la città eolica nel IX secolo a.C. successivamente abbandonata.
La missione turca, diretta da Akin Ersoy dell’Università locale, non ha fornito informazioni dettagliate sulle caratteristiche di terme e ginnasio, perché gli scavi sono ancora in una fase preliminare. Secondo lui sono entrambi di età adrianea, edifici pubblici proprio a ridosso dell’agorà. Vi sono anche resti delle tubazioni in terracotta per l’approvvigionamento dell’impianto termale e della grande fontana del ginnasio.