Turismo e viaggi

L'hotel museo di Antakya

21 aprile 2020 Servizio ripreso da Noemi Penna/La Stampa.it Foto/La Stampa.it

ISTANBUL - Un sito archeologico con albergo-museo galleggiante. E' questo lo splendido lavoro fatto ad Antakya, in Turchia: una meraviglia ingegneristica che non solo preserva, ma esalta un ritrovamento che avrebbe potuto compromettere l'intero progetto.
Il cantiere ha infatti riportato alla luce le rovine dell'antica città di Antiochia e oggi è una struttura moderna che «galleggia» su colonne in acciaio. Le 200 camere dell'hotel si trovano proprio sopra il Museo archeologico di Necmi Asfuroðlu, che contiene circa 35 mila reperti risalenti al terzo secolo avanti Cristo, provenienti da 13 civiltà. 
Quando, a causa dell'importante ritrovamento archeologico, i progetti originali sono diventati inattuabili, la famiglia Asfuroðlu ha accettato la sfida e trasformato i suoi piani d'investimento: ci sono voluti dieci anni per concludere i lavori, che oggi permettono di ammirare in piena sicurezza il più grande mosaico al mondo in un pezzo unico, grande 1.050 metri quadrati, e la più antica statua in marmo del dio greco Eros.
L'hotel-museo galleggiante è stato ridisegnato dall'architetto turco Emre Arolat: i costi di costruzione sono aumentati di quattro volte, raggiungendo i 120 milioni di dollari. Una cifra definita dagli stessi imprenditori «irrecuperabile», ma necessaria per «un progetto mondiale e un lascito importante all'umanità».

 

 

 

 

La hall, il bar e il ristorante sovrastano le rovine, offrendo agli ospiti una vista su 23 secoli di storia grazie a nicchie e pavimenti in vetro. Uno spettacolo a cui tutti possono assistere, non solo gli ospiti dall'hotel. Come tutte le altre strutture della zona, anche il Museum Hotel Antakya è chiuso per l'epidemia coronavirus ma ha già aperto le prenotazioni per i prossimi mesi.