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Il sito di Catalhoyuk

4 luglio 2019 Servizio ripreso da Salvo Cagnazzo/Turismo.it Foto: Turismo.it

ISTANBUL - Çatalhöyük si trova nell’attuale Turchia centro-meridionale ed è la più antica città neolitica del mondo oggi conosciuta.
Secondo i bioarcheologi della National Academy of Sciences (PNAS) gli abitanti furono sterminati da violenze, cambiamenti climatici, sovraffollamento, malattie. Il sito della città, che fu abitata dal 7100 al 5950 a.C., venne scoperto per la prima volta nel 1958: misura 13 ettari, con quasi 21 metri di depositi che ricoprivano i resti di 1150 anni di occupazione umana. 
Nel corso dello studio durato 25 anni, gli scienziati hanno scoperto che circa il 25% dei teschi presenti mostrava segni di trauma, ferite provocate da piccoli proiettili. E che circa il 10-13% dei denti degli adulti aveva tracce di carie dentali. Inoltre le abitazioni, costruite l’una sull’altra, erano sovraffollate, costituendo un focolaio per gli agenti patogeni. Con tanti resti di feci animali e umane, che alimentavano le malattie infettive. Un'altra causa della fine di questa civiltà fu il cambiamento climatico. A causa dell’aumentata desertificazione del Medio Oriente e dell’erosione della qualità della terra che circondava la città, gli abitanti erano stati costretti a cercare cibo e risorse in altre terre.
Quello di Çatalhöyük è un importante centro abitato di epoca neolitica dell'Anatolia, nella provincia turca di Konya. Il sito, ricostruito lungo una sequenza di 18 livelli stratigrafici che vanno dal 7400 al 5700 a.C. ca., occupa una superficie di 13 ettari. Ma solo un 5% è stato oggetto di scavi archeologici. Nel 2012 il sito neolitico, visitabile dai turisti, è stato riconosciuto Patrimonio Unesco.
Il tumulo orientale più alto contiene diciotto livelli di occupazione neolitica tra il 7400 e il 6200 aC, tra cui pitture murali, rilievi, sculture. Insieme testimoniano l'evoluzione dell'organizzazione sociale e delle pratiche culturali come gli umani adattati alla vita sedentaria. Invece il tumulo occidentale mostra l'evoluzione delle pratiche culturali nel periodo calcolitico, dal 6200 al 5200 aC.