Turismo e viaggi

Walking London, percorsi londinesi

20 novembre 2018 P.In/Turchia Oggi Foto: europa edizioni

ROMA - Feste natalizie sempre più vicine. E’ il momento di pensare a qualche viaggetto, magari all’estero. A questo proposito, se ce lo permettete, vi daremmo qualche consiglio.
Bene! Forse è il caso di scartare New York che - pur facendo tanto cool come si usa dire adesso – è troppo lontana. Bisogna attraversare l’oceano, ore ed ore seduti, quel senso di angoscia pensando al peggio…mah!
No, meglio puntare su una capitale europea, sono tante e tutte belle: Parigi, Madrid, Vienna, Praga. Magari Istanbul. Sbagliato. La vecchia Costantinopoli, che qualcuno insiste ad inserire erroneamente nel vecchio continente, per Natale ha ben poco da offrire. Metropoli dai mille richiami, Istanbul per la nascita del nostro buon Gesù rimane in disparte. In fondo è musulmana anche lei. E allora? Allora, eccovelo il consiglio. Puntate su Londra, la vecchia e cara Londra: bellissima, moderna, affascinante. Se decidete per questo viaggio e partite da Roma, è anche l’occasione per un confronto tra le due città. Ci vengono i brividi. Del resto Londra è Londra e, anche se gli inglesi non ci sono molto simpatici per la loro arroganza, che volete che vi si dica, rispetto alla nostra caput mundi è tutta un’altra aria. Non per nulla migliaia e migliaia di turisti proprio per Natale si riversano al di là della Manica. Saranno le luci abbaglianti di Regent street, di Oxford Street, di Piccadilly, di Coven Garden; saranno le vetrine sfavillanti di Harrods, di Sielfridges; sarà il fascino di Portobello; saranno tante altre cose ma a Londra – nonostante che un soggiorno non sia per tutte le tasche – ci si sta proprio bene.
Ora se non ci si è mai stati, è bene affidarsi ad una delle tante guide che si trovano nelle librerie, alla voce scaffali per il turista. Sono più che sufficienti per una qualche cognizione di base, sia per visitare i musei sia per muoversi da un capo all’altro con i mezzi di superficie o con l’underground. A proposito, alla ricca rete si sta aggiungendo una nuova linea, la Crossrall, superveloce. Descritta come una delle più grandi opere infrastrutturali d’Europa, dal 2019 taglierà in due la metropoli raggiungendo in pochissimo tempo i villaggi del Berkshire, Buckinghamshire e dell’Essex:
Se al contrario, come è lecito supporre, a Londra ci siete già stati, niente di meglio che affidarsi ad un vademecum unico nel suo genere, allegra fatica di un nostro carissimo collega, Neri Paoloni, con il quale abbiamo condiviso gli anni più belli nella Sala Stampa Italiana di palazzo Marignoli, lui come giornalista parlamentare dell’agenzia Aga, noi come redattori di cronaca giudiziaria per Il Mattino di Napoli. Si tratta di un libro di 150 pagine – pubblicato dalla Casa europa edizioni - dal titolo “Walking London, percorsi londinesi”.
Come è scritto nel retro del testo, Neri Paoloni si diverte - con estrema leggerezza e senza mai stancare il lettore ma al contrario coinvolgendolo in questa sorta di viaggio senza orario - a prendere per mano l’ipotetico turista per farlo penetrare nei misteri della Londinium. Sono“venti passeggiate lungo percorsi noti e meno noti della capitale britannica, le strade ed i luoghi frequentati da personaggi come Mazzini, Foscolo, Marx, Lenin, Stalin e da coloro – e fra questi i molti italiani – che hanno contribuito a fare la storia di questa città. Una immersione negli usi e costumi di chi ha vissuto e vive a Londra, con i suoi teatri, i suoi circoli esclusivi, i suoi miti, da Jack ko squartatore ai fantasmi di Hampton Court, dai Beatles ai Pink Floyd. Venti passeggiate da percorrere in gran parte a piedi, in un’unica giornata, con indicati un punto di partenza ed uno di arrivo, dedicate ad un visitatore non occasionale che intenda approfondire la sua conoscenza della città”.
Insomma a spasso per Londra. Va subito sottolineato come questa immersion (necessarie scarpe comode, si raccomanda Neri Paoloni) richiederebbe, per essere pienamente appagati, un lungo soggiorno. A maggior ragione, quindi, se avete pochi giorni a disposizione, la lettura di “Walking London” di cui sopra; vi sarà utile per scegliere i percorsi che più vi interesseranno e scartare gli altri, consapevoli comunque che vi troverete davanti ad un bel dubbio amletico.
Già, proprio così! D’altra parte non vorreste forse saperne di più su una sartoria in Savile Row che tra i suoi clienti – oltre a Charles De Gaulle, al Principe Carlo e a tanti altri illustri personaggi - annoverava anche James Bond: almeno, stando alla fantasia creativa di Ian Fleming? Non vorreste saperne di più sugli incontri-scontri tra il filosofo Karl Marx ed il nostro Giuseppe Mazzini, quest’ultimo vissuto dal 1837 al 1840 all’indirizzo di North Gower Street dove nacque la “Giovane Italia”? E ancora. Non vorreste saperne di più su quello che era stato per lungo tempo il quartiere degli italiani nella zona della stazione di Farringdon dove ebbe impulso l’industria dei gelati? Ed infine non vorreste saperne di più su Vladimir Lenin che da quelle parti dette vita al giornale comunista “Iskra” (la “Scintilla”) i cui primi 17 numeri furono stampati al numero 37 di Clerkenwell Green?
Ma siamo solo alla terza passeggiata. Andando avanti, a piedi o in metro se si è affaticati, si può puntare - ad un certo punto del percorso - verso Notting Hill, trascurando per un attimo il chiasso turistico del sabato mattina e soffermarsi invece sul significato della parola Portobello, dallo spagnolo Puerto Bello. La storia è lunga per riportarla. Vale la pena così leggerla nel libro di Paoloni che, dopo avercela descritta, ci trascina nuovamente con sè per portarci, prima all’interno del Queen Mary Garden ed in seguito - strada facendo - nella Chelsea Old Town Hall (regno degli antiquari) e nella Edwardes Square dove abitò per un anno intero Ugo Foscolo, l’ “Italian Poet and Patriot”.
Scrive nel merito Neri Paoloni: “Il poeta era arrivato a Londra nel settembre del 1816, esule da Hottinger, in Svizzera, dove si era rifugiato dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte a Lipsia e il ritorno degli austriaci a Milano. In seguito dalle richieste dell’Austria alla Svizzera di estradarlo nuovamente in Italia, Ugo Foscolo ottenne dall’ambasciata d’Inghilterra a Berna un passaporto britannico. Con i denari ricavati dalla vendita dei suoi libri a Milano e con quanto gli aveva fatto avere il fratello Giulio, allora in Ungheria, potè partire per Londra dove viveva la figlia, Mary Hamilton, che egli chiamerà sempre Floriana, nata nel 1805 da una storia d’amore del poeta con un’inglese, Sophia Saint John Hamilton…”.
Ragazzi, questa sì che è storia! Altro che i reality a cui ci hanno abituato le tv generaliste! Ma non è solo questo. Paoloni – nel riscoprire lui stesso molte cose che non ricordava – un momento ci trascina per Syon Park (altre tracce italiane), un altro momento costeggia il Tamigi, ora si addentra in Piccadilly, ora si ferma in St James’s Street (“al numero 3 della via c’è il più antico wine merchant di Londra, Berry Bros and Rudd, che ha aperto i battenti nel 1698”), ora prosegue infine per la zona dei club più aristocratici ed esclusivi, tirando diritto per Soho e per Chinatown, inoltrandosi da ultimo nella Sicilian Avenue (famosa una “Spaghetti House” risalente al 1950).
E qui una breve sosta nelle “London’s Northern Heights”. Sosta che è per scoprire – ce lo dice ancora Paoloni – come la favola del Gatto con gli stivali, raccontata da Charles Perrault e da altri autori, tra cui i fratelli Grimm, abbia una versione inglese che nasce da queste parti…”.
Quindi di nuovo in cammino per visitare la tomba di Carlo Marx nell’Highgate Cementery e per saperne di più su Dracula il Vampiro, su fantasmi e via discorrendo. E siamo solo alla dodicesima passeggiata.
La 13ma ci conduce a Greenwich (sembra che proprio all’inizio della Creek Road Tom Cruise abbia acquistato la giacca di pelle che indossa in “Mission Impossible”); la 14ma all’altezza del Ponte dei Frati Neri (Middle Blackfriars Bridge) diventato famoso perché sotto le sue arcate fu trovato impiccato il “banchiere di Dio” Roberto Calvi; la 15ma ad Hyde Park e alle Serpentine, la 16ma al Kyoto Garden, la 17ma in pieno Kensington.
Stanchezza? Per la verità sì. Le ultime tre passeggiate scorrono veloci. Se c’è il tempo per fermarsi anche di domenica, vale la pena allora fare un salto all’Old Spitalfield Market, uno dei più antichi di Londra, od in Petticoat Lane il più grande mercato in Europa di abiti usati. Altrimenti conviene andare un poco più lontano, ai limiti della Great London, alla volta della reggia di Hampton Court che ospita al suo interno veri e propri tesori tra i quali le nove tele del Trionfo di Giulio Cesare dipinte da Andrea Mantegna.
Il “Walking London” si può dire terminato. Certo il nostro compendio è stato piuttosto approssimativo, se non addirittura carente. Nella speranza che l’autore ci voglia perdonare non ci resta che chiudere con le sue parole: “Le nostre passeggiate finiscono qui. Se vi sono piaciute ricordate quanto scrisse in proposito Sir Walter Besant, prolifico studioso e letterato vittoriano, autore di una Survey of London, uno studio della città in dieci volumi: Ho passeggiato per Londra negli ultimi trent'anni e ho trovato qualcosa di nuovo ogni giorno. E’ quanto accade ancora oggi. Londra è una città in continua evoluzione, qualcosa di nuovo subentrerà sempre a qualcosa di antico, un edificio, un negozio, un intero quartiere. Lo spirito della città, ciò che nessuno che vi abiti, vi soggiorni o la visiti, si stancherà mai di cercare, rimarrà sempre”.

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Neri Paoloni
Walking London Percorsi Londinesi
europa edizioni
pagg. 150  euro 13,90