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Premier League di Istanbul, l'Italia (ri) parte col botto: due ori e 4 bronzi

lunedì 15 marzo 2021 Servizio ripreso da Chiara Sldi(La gazzetta dello Sport Foto: La Gazzetta dello Sport

MILANO - Italia, che forza! Una ripartenza col botto per il karate azzurro che torna dalla Premier League di Istanbul con sei medaglie su sei finali disputate. Luigi Busà e Silvia Semeraro si mettono al collo il metallo più prezioso conquistando la vittoria rispettivamente nei -75 kg e nei -68 kg, mentre Michele Martina (-84 kg), Clio Ferracuti (+68 kg), Terryana D’Onofrio (kata) e Carola Casale (kata) salgono sul terzo gradino del podio.
La prima tappa 2021 del circuito internazionale, svoltasi in Turchia dopo più di un anno di stop causa pandemia, vede brillare una nazionale in grande forma, merito dell’ottimo lavoro svolto da atleti, tecnici e federazione (Fijlkam) in questi mesi difficili: "L’organizzazione è stata molto impegnativa, ma noi ci siamo fatti trovare pronti – commenta Davide Benetello, membro Wkf e consigliere federale Fijlkam -. Il momento più complicato in questo anno è stato sicuramente lo scorso marzo, ma ora siamo vicini ad una buona ripartenza e l’organizzazione ha tenuto duro in questa situazione complicata. Fra un mese andiamo a Lisbona, per la tappa di Premier League che è stata inserita nel percorso olimpico, e tutta la squadra è pronta. A questi ragazzi posso solo dire che i sacrifici fatti durante questo lungo anno sono serviti per conquistare gli ottimi risultati di oggi, ma che serviranno anche per i prossimi appuntamenti, quelli più importanti. Di questo ne sono certo. Tokyo 2021 si avvicina".
Il capitano azzurro Luigi Busà, tra i più grandi al mondo nei -75kg, supera in finale l’uzbeko Dastonbek Otabolaev in un match da cardiopalma. Due minuti di studio che hanno portato ad altrettante sanzioni per passività, poi il primo punto per il "Gorilla". Poco dopo però il sorpasso dell’uzbeko che si porta in vantaggio per 2-1 graie a un mawashi chudan inaspettetato, ed è proprio qui che Busà sfodera tutta la sua lucidità ed esperienza ribaltando il risultato a due secondi dal termine: un ura mawashi da urlo che porta il risultato finale sul 4-2 per l’azzurro. "L’avevo studiato, lo tenevo sotto controllo – commenta a caldo Luigi -. Uno yuko mi bastava, ma lui si difendeva e alla fine ho piazzato il calcio, sono stato bravo a trovare quello spiraglio. Lo scorso anno a Dubai ho perso con Rafael Aghayev proprio all’ultimo secondo e tutti hanno detto che era un maestro per quel colpo finale, stavolta il complimento lo giro a me… Battute a parte, ero molto lucido e questo ha fatto la differenza. Mi porto a casa il buono di questa competizione, ma anche alcune su cui devo lavorare. Avere già il pass olimpico in mano non mi fa affrontare queste competizioni con leggerezza, anzi, mi fa sentire ancora più teso. Per me ogni gara è come se fosse l’Olimpiade, ogni competizione la prendo come un vero test verso il sogno più grande: anche qui a Istanbul ho sentito la giusta tensione e concentrazione, non credevo di poter ripartire subito con un oro, ma la prestazione della squadra dimostra che l’Italia nelle difficoltà ci sa fare, le affronta e le supera alla grande. Se non ci fosse stato quel problema legato alle false positività di alcuni miei compagni che non sono potuti partire, ora staremmo contando molte più medaglie, ne sono certo".
A Silvia Semeraro, invece, va un oro a tavolino causa assenza in finale dell’egiziana Feryal Abdelaziz per un imprevisto dell’ultimo minuto. Un successo comunque meritatissimo visto l’exploit dell’azzurra durante le eliminatorie con match significativi, come la vittoria in semifinale per 5-3 sulla campionessa del mondo in carica l’azera Irina Zaretska, e con molti punti messi a segno. "Avrei voluto finire questa gara in bellezza con un incontro che sono sicura avrei potuto vincere. Mi serviva mettermi alla prova fino in fondo, quando ho saputo che non avrei disputato la finale ci sono rimasta molto male, per me è importante testarmi e provare nuove sensazioni di gara. Per quanto riguarda le eliminatorie sono davvero contenta, dopo un anno non pensavo di riprendere così". E sulla campionessa del mondo: "Lei ha improntato l’incontro sul farmi innervosire, ma sono riuscita a gestirla bene. Dopo Minsk, batterla nuovamente è stato importante".
Le prime gioie azzurre erano arrivate nella mattinata con ben 4 bronzi. Ad aprire le danze il kata individuale femminile con Terryana D’Onofrio e Carola Casale: entrambe si emozionano e fanno emozionare con due esecuzioni di altissimo livello che dimostrano l’ottimo stato di forma del kata azzurro. Il bronzo di Terryana arriva con il successo sull’iraniana Fatemeh Sadeshi con il punteggio di 25.6 a 25.28: "Tornare in gara dopo così tanto tempo e con questo tipo di situazione è strano, di certo unico, ma sono felice di come è andata e mi sono piaciuta questo è l'importante. Mi auguro che questo possa essere solo l'inizio per un ritorno alla normalità". A seguire il terzo posto di Carola Casale, che invece si impone per 25 a 24.74 sulla spagnola Lidia Rodriguez Encabo: "Sono soddisfatta della mia prestazione nelle eliminatorie e nella finalina. Devo dire che questa competizione l'ho sentita più di altre, il ritorno sui tatami internazionali mi ha davvero emozionata e questa sensazione mi mancava molto". Nel kumite Michele Martina ha la meglio sul croato Ivan Kvesic per 4-0, in un incontro dominato e gestito dall’inizio alla fine dall’azzurro con lucidità, tattica e tecnica da vero campione: "Ci conosciamo a vicenda, sapevo come affrontare questa finale, un rematch di quella semifinale agli European Games di Minsk 2019 che ancora faticavo a mandare giù: all’inizio c’era tensione, poi però mi sono gustato le emozioni. Partire subito con un bronzo mi fa ben sperare per i prossimi appuntamenti". Bronzo anche per Clio Ferracuti che dimostra la sua netta superiorità sull’olandese Vanesca Nortan, battuta 6-1 grazie a dei micidiali gyaku-zuki che stupiscono per velocità e precisione: "È stata una bella gara. C’è stato un piccolo inconveniente nel tunnel, prima di entrare: mi hanno detto di sciogliere le trecce, che per me sono una tradizione in gara, e quella piccola distrazione mi ha scombussolata, ho dovuto lavorare sulla respirazione per tornare concentrata sull’obiettivo e ci sono riuscita". Poi arriva la dedica, alla quale si sono uniti tutti i medagliati azzurri di Istanbul, ai compagni rimasti a casa per il caso tamponi e delle false positività al Covid-19: "Ci tengo a dedicare questa medaglia a tutti i miei compagni di nazionale che non hanno potuto partecipare insieme a noi a questa competizione, siamo una squadra e come tale ognuno di noi ha portato un po’ di loro sul tatami".