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Muore il figlio della regina dei bordelli: la contesa per il patrimonio miliardario

lunedì 17 agosto 2020 Servizio ripreso da Marco Ansaldo/la Repubblica Foto: Hurriyet

ISTANBUL - “Ah, Matild. Lo Stato ti è grato”. Perché Matild, di cognome Manukyan, armena, nota come la “regina dei bordelli”, nata quando era ancora in vita l’Impero ottomano, era la prima contribuente nelle imposte. Lo è stata per 5 anni di seguito. E lo Stato, riconoscente, infine la premiò, con tanto di bolla ufficiale.
Matild è scomparsa nel 2001. E adesso è morto il suo unico figlio, Kerope Cilingir, 80 anni, da sempre residente negli Stati Uniti. Erede di una fortuna incommensurabile, ed è qui ora il problema. Perché Kerope, vittima di un’emorragia interna durante un’operazione chirurgica, ha una figlia che lo ha braccato negli ultimi anni di vita, ma pure molti altri pretendenti. Tanti soprattutto in Turchia i quali, già qualche anno fa, lo accusavano di non essere in realtà l’unico figlio, e forse nemmeno quello, di una donna che ha fatto del sesso un vero e proprio impero nell’Impero.
Era ormai già la Turchia diventata Repubblica, con Mustafa Kemal, cioè Ataturk, presidente. E dai postriboli a luci rosse ammessi alla luce del sole, davvero in pieno giorno, nel quartiere di Karakoy, a Istanbul dove lei era nata nel 1916, sorse un’imprenditrice che fece secchi tutti i concorrenti delle attività anche lecite e senza macchia. Matild fu capace di costruire un patrimonio multimiliardario, con 486 proprietà immobiliari, un parco auto da milioni di dollari, partecipazioni in aziende, svariati hotel a cinque stelle e un’enorme somma di denaro depositata in conti bancari plurimi in nazioni diverse.
Era una donna di fiuto e di talento, Matild. Altrochè. Abile nel far fruttare il patrimonio consistente – partiva già bene, insomma - ereditato a sua volta dallo zio Armenak Chah Mouradian e dalla nonna Susan Chah Mouradian. Dal primo bordello di Karakoy, Matild, con una schiera di ragazze al seguito e di alcune migliaia di clienti (le proteste arriveranno più tardi negli anni), acquistò gli edifici del quartiere, uno dopo l’altro. A Istanbul la zona era nota come quella dei 32 bordelli. Una catena.
E dal business del sesso, Matild fu capace di sbarcare verso nuove imprese, trasformandoli intanto in vere proprietà immobiliari. Il riconoscimento come miglior contribuente le arrivò negli anni Novanta. E nel suo appartamento strepitoso di Sisli, zona alta di Istanbul, offrendo tè aromatizzato nelle tipiche tazzine di vetro, Matild mostrava ad amici e conoscenti la sua collezione di certificati e documenti. Il tesoro di una vita di riconoscimenti. Grati “ad aeternum”. La casa era nota come la "M&M Museum", il museo di Matild Manukyan.
  In una delle ultime interviste la “regina dei bordelli” rivelò di avere acquisito 70 centri di affari, quasi 500 appartamenti nella sola metropoli sul Bosforo, altri 200 a Yalova, 3 alberghi a cinque stelle fra Antalya e Alanya, e 10 ville a Kyrenia, nella parte nord di Cipro. Guidava inoltre un’impresa specializzata nell’export e una compagnia di taxi con un parco di 220 vetture. Lei stessa possedeva una Rolls-Royce, 4 modelli fuori classe della Mercedes, alcune BMW, e uno yacht di 18 metri all’àncora alla Marina di Istanbul.
La Turchia di un tempo adorava Matild, “grande benefattrice”. Anche di opere e donazioni a scopo benefico. Le autorità lasciavano fare, le inviavano lettere di riconoscenza, e lei continuava la sua attività senza problemi. Nominata “Madam”, aprì un atelier di “haute couture” quando perse il marito e rimase sola con il figlio Kerope. Nel 1995 subì un attentato, in cui rimase ferita alla gamba. Su di lei fu inevitabile una serie tv.
Ora la morte di Kerope rischia di scatenare una lotta feroce. Molti sono i pretendenti di un patrimonio così vasto. Dalla sola Turchia, schiere di parenti nella città di Mus, nella provincia di Smirne e di Kocaeli, stanno compilando domande su domande al tribunale di Istanbul. Sono almeno 36 persone. Già alla morte della madre avevano avanzato pretese, accusandolo di non essere il figlio di Matild e di essersi appropriato della fortuna della Manukyan, “ma senza averne il diritto”. Nel 2018 erano tornati alla carica. Adesso sono scatenati. Soprattutto la figlia Dora, la quale ancora nel 2019 chiese a una corte di essere indicata come erede legittima. La petizione dichiarava così: “Kerope Cilingir è scomparso a causa di minacce di morte. Per molto tempo ha vissuto in hotel in modo da evitare di essere trovato. Ultimamente è stato trovato quasi morto in una stanza d'albergo e portato in un ospedale privato per le cure. I funzionari dell'ospedale hanno dichiarato che quando è arrivato Cilingir era non lavato, denutrito e ridotto essenzialmente come un senzatetto”.
In risposta alla petizione di Dora, il tribunale decise di congelare la questione, facendo trattenere temporaneamente tutti gli immobili registrati da Kerope. I bordelli che portarono quella “fortuna” erano già da tempo passati di mano. Ma nessuno ha mai più avuto la tempra di Matild.