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Consegnata la nave da sbarco anfibia Sancaktar della Marina militare turca

lunedì 9 aprile 2018 Agenzia Nova Foto: Turkish Navy

ANKARA - La seconda nave da sbarco anfibia della Marina militare turca è stata consegnata al Comando delle forze navali turche. Lo riferisce oggi il quotidiano turco “Daily Sabah”. Denominata Sancaktar, l’unità è stata costruita dalla società di cantieristica navale turca Anadolu (Adik) su commissione del sottosegretariato per le Industrie della difesa di Ankara.
Costruita interamente in acciaio sulla base di un progetto interamente turco, la Sancaktar ha la parte superiore a protezione balistica, in grado di contrastare anche minacce nucleare, biologiche e chimiche. L’unità ha, inoltre, una piattaforma per elicotteri fino a 15 tonnellate e quattro veicoli da sbarco in grado di trasportare 40 persone o otto tonnellate di carico, con una velocità massima di 20 nodi. Lunga 138,75 metri e larga 19,60 metri, la Sancaktar può trasportare fino a 1.200 tonnellate di carico di vario tipo e ha un equipaggio di 486 persone.
L’unità monta quattro motori diesel e due eliche ad angolazione variabile per fornire la velocità e la manovrabilità richieste. L’armamento della Sancaktar è composto da un sistema a controllo remoto prodotto dall’industria per la difesa turca Aselsan, da due sistemi a corto raggio Phalanx fabbricati dall’impresa statunitense Raytheon, da contromisure chaff e antisiluro e da dispositivi a infrarossi. I portelloni di carico e scarico sono tre, collocati a prua, a prora e a babordo. Un pescaggio anteriore di meno di 2 metri rende la Sancaktar idonea per le operazioni di sbarco sulla spiaggia.
La consegna della Sancaktar rientra nel programma di riarmo navale seguito dalla Turchia per la proiezione della propria potenza al fine di affermare l’interesse nazionale. Dal 30 aprile 2016, la società di ingegneria navale turca Sedef Shipbuilding sta lavorando alla costruzione della nave anfibia d’assalto Anadolu, che può essere configurata come portaerei leggera. L’unità dovrebbe essere ultimata nel 2021. Tutti i sistemi d’arma della Anadolu saranno prodotti dalle aziende turche per la difesa Aselsan e Havelsan. Per la realizzazione del ponte di lancio dell’unità opera, invece, il consorzio tra Sedef e l’azienda statale di cantieristica navale spagnola Navantia. Quando sarà ultimata, la Anadolu potrebbe imbarcare i caccia F-35B di nuova generazione, prodotti dalla società statunitense Lockheed Martin e ordinati dalla Turchia. Oltre alla Anadolu e agli F-35B, il potenziamento delle forze aeronavali turche prevede, inoltre, lo sviluppo di una portaerei e l’incremento della fotta sottomarina. Mentre il primo progetto appare ancora lontano dall’avvio, il governo turco ha dato deciso impulso all’ampliamento delle unità sottomarine di produzione nazionale.
In tale ambito, lo sviluppo più recente ha visto l’avvio dei lavori per la costruzione del sottomarino Murat Reis presso l’arsenale navale di Golcuk nella provincia di Kocaeli, che affaccia sul Mar di Marmara. L’unità è un sottomarino di tipo 214 prodotto dall’azienda di ingegneria navale tedesca Howaldtswerke-Deutsche Werft (Hdw), parte del gruppo ThyssenKrupp Marine Systems. Nel 2009, il ministero della Difesa turco ha concluso con Hdw un’intesa per lo sviluppo congiunto di sei sottomarini di tipo 214, tra cui il Murat Reis, da parte dell’azienda tedesca e dell’arsenale di Golcuk. L’armamento e i sistemi di difesa del Murat Reis verranno interamente sviluppati da aziende turche, come Aselsan e Roketsan. Intervenendo alla cerimonia dell’avvio dei lavori per l’unità, il 25 febbraio scorso, il primo ministro turco Binali Yildirim ha auspicato una rapida entrata in servizio del Murat Reis. Inoltre, il premier di Ankara ha affermato che Marina militare turca è in grado di “eliminare ogni tipo di pericolo” per la Turchia, “in ogni condizione e in ogni circostanza”. Dal discorso di Yildirim è possibile dedurre come lo sviluppo dell’industria turca della difesa, spesso in collaborazione con gli alleati della Nato, miri ad affermare obiettivi di Ankara anche in contrasto con le sue alleanze.
Il riferimento del premier turco è, infatti, agli ultimi sviluppi nel Mediterraneo orientale riguardanti le linee di demarcazione marittime e la sovranità sulle risorse del sottosuolo marino. Il 9 febbraio scorso, diverse unità della Marina militare turca hanno bloccato la nave italiana Saipem 12000, noleggiata da Eni per condurre attività di perforazione al largo delle coste di Cipro. Il blocco 3, destinazione di Saipem 12000, è infatti rivendicato dalla Turchia. Il successivo 12 febbraio, una motovedetta turca ha speronato un pattugliatore della Guardia costiera greca al largo degli isolotti di Kardak/Imia nel Mar Egeo, la cui sovranità è oggetto di una disputa tra Turchia e Grecia.
Riferendosi agli ultimi eventi che coinvolgono le forze navali turche, Yildirim ha dichiarato che queste “hanno il potere di eliminare ogni tipo di pericolo” per la Turchia “in qualsiasi condizione e in ogni circostanza”. Pertanto, “nessuno deve compiere calcoli sbagliati”, ha sottolineato il premier di Ankara. Yildirim è poi intervenuto sui risultati dell’industria per la difesa turca, elogiandone il rapido sviluppo. Negli ultimi 15 anni, ha sottolineato il primo ministro turco, il settore della difesa turco ha sperimentato investimenti superiori a 35 miliardi di dollari. Inoltre, “il settore ha visto un incremento delle sue capacità di esportazione che supera i 2 miliardi di dollari”, ha sottolineato Yildirim.