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Arresti a tappeto tra gli avvocati degli oppositori: oltre 580 in cella

5 aprile 2018 Marta Serafini/Corriere della Sera Foto: Corriere della Sera

ISTANBUL - Torture, minacce, arresti. Nel mirino di Sultano non ci sono solo gli oppositori, i giornalisti e i dipendenti statali. Ma anche gli avvocati che dal tentato colpo di Stato sono diventati soggetti a rischio.
«Dal 2016 ad oggi sono oltre 1539 i legali che hanno subito un procedimento legale: di questi 580 sono ancora in carcere e 109 sono stati condannati», denuncia Arrested Lawyers associazione di avvocati turchi che fa base a Londra. Numeri che fanno impressione e che sono in aumento. «Per quasi tutti l’accusa è di terrorismo in base all’articolo 314 del codice penale che comporta una pena che va dai 7 ai 22 anni di galera», spiega un rappresentante di Arrested Lawyers da Londra, in occasione della giornata di mobilitazione internazionale sostenuta anche dal Consiglio Nazionale Forense italiano.
Ovviamente ad essere perseguitati sono soprattutto i legali degli oppositori. «Come sottolineato anche dalla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) è chiaro l’intento di indebolire ancora di più il dissenso e viene violato il principio fondamentale secondo il quale un avvocato non può essere accusato dei crimini di un suo cliente», dicono ancora i legali. Arrestare un avvocato significa anche rendere del tutto inefficace la difesa dell’imputato. E negli ultimi mesi, a fronte delle richieste di estradizione dei numerosi oppositori fuggiti all’estero, l’accanimento nei confronti della categoria è aumentato.
Tra gli avvocati c’è anche chi denuncia di essere stato torturato e intimidito. «Mi hanno messo una pistola alla tempia e mi hanno obbligato a recitare la shahada (la professione di fede musulmana)», ha riferito un legale. A un altro hanno «strappato di dosso i vestiti e hanno minacciato di stuprarmi con un bastone». Un terzo dopo essere stato ustionato con le sigarette è stati accompagnato dal medico con l’agente che l’aveva torturato e non ha potuto denunciare nulla. Caso al limite del paradosso è quello di Konya, dove è stato messo in atto un vero e proprio rastrellamento dei legali, con 65 legali finiti dietro le sbarre, compreso il presidente dell’associazione degli avvocati locali, Fevzi Kayacan. «Le condanne vanno dai due ai 10 anni», spiegano da Arrested Lawyers. «E la città intera è rimasta totalmente indifesa perché chiaramente ogni collega si guarda bene da accettare un caso che possa attirare l’attenzione».