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Accuse per il presidente della Fifa: avrebbe insabbiato la calciopoli turca

mercoledì 15 dicembre 2017 TGcom 24

ROMA - Il presidente della Fifa Gianni Infantino è accusato di aver permesso un approccio lassista nei confronti dello scandalo che investì il calcio turco nella stagione '10-'11, ribattezzato la calciopoli di Turchia.
All'epoca Infantino era il segretario generale dell'Uefa. In quella stagione il Fenerbahce vinse il campionato grazie alla differenza reti ma 36 tra ufficiali di gara e giocatori furono in seguito condannati per aver truccato le partite.
Uno scandalo di proporzioni giganti quello del calcio turco, con l'implicazione di tutti i club più blasonati e storici. Basti pensare che il Fenerbahce vinse il campionato sul Trabzonspor solo grazie alla differenza reti ma al termine del campionato turco 2010-2011 esplose lo scandalo: 36 i condannati per aver aggiustato le partite, con il presidente del Fenerbahce Aziz Yildirim condannato a sei anni e tre mesi di prigione. Nel 2015 Erdogan abolì la corte speciale che era stata incaricata di giudicare la faccenda, così Yildirim e gli altri imputati vennero prosciolti.
Ma cosa c'entra Gianni Infantino con questa storia? All'epoca l'attuale presidente della Fifa era segretario generale dell'Uefa, il presidente era Michel Platini. Ed effettivamente l'Uefa nel 2011 bandì il Fenerbahce dalle coppe europee per due stagioni. Ma nel gennaio 2012, nel pieno del processo sportivo in Turchia, Infantino fu contattato dalla Federazione calcistica turca che chiese il benestare all'Uefa di poter applicare sanzioni più lievi ai club coinvolti. La retrocessione in una serie inferiore di club come il Fenerbahce sarebbe stato un danno troppo grosso per il calcio turco a livello d'immagine e di incassi. Si cercò quindi una scappatoia.
Emerge quindi il giro di mail tra la segretaria generale della federcalcio turca, Ebru Koksal, e Gianni Infantino nel gennaio 2012. La Koksal chiese a Infantino il placet dell'Uefa nella modifica alla sanzioni previste per il "match-fixing" accertato. Anziché retrocedere il Fenerbahce, comminargli 12 punti di penalità, una multa e la squalifica dalle coppe europee.
Una mail alla quale Infantino rispose il 20 gennaio 2012 e da questo contenuto, come riportato in esclusiva su "Il fatto quotidiano": "Sebbene riteniamo che questo problema sia principalmente di competenza della federazione turca, possiamo dire, a nome della Uefa, che tenendo conto di tutte le circostanze, la vostra proposta sembra costituire una risposta ragionevole, proporzionata e responsabile per affrontare la questione. A nostro avviso l'applicazione delle sanzioni così descritte non costituirebbe una violazione degli statuti e dei regolamenti Uefa. L'unica condizione che vorremmo aggiungere è che l'interpretazione degli statuti e dei regolamenti dell'Uefa è in definitiva una questione la cui decisione spetta agli organi giudiziari indipendenti dall'Uefa. Ciononostante, in questa fase, ciò che possiamo dire è che, a condizione che le sanzioni proposte siano effettivamente attuate, non ci aspetteremmo alcuna necessità di ulteriori procedimenti da parte dell'Uefa per affrontare questa particolare questione. Fateci sapere".
Come riporta il Guardian, alla luce di questi nuovi sviluppi il Trabzonspor sta tornando alla carica per avere il campionato 2010-2011, che a rigor di logica sarebbe dovuto essere tolto al Fenerbahce, pesantemente coinvolto: "La federcalcio turca ha violato i suoi regolamenti e anche i principi di fair-play e tolleranza-zero dell'Uefa", dicono i legali del club di Trebisonda. "Non riusciamo a capire l'approccio dell'Uefa e di Infantino con questa questione".
Un portavoce di Platini ha spiegato che l'ex presidente Uefa non era a conoscenza della risposta data da Infantino, che aveva i poteri sulle questioni legali e disciplinari. Infantino non ha risposto precisamente alle accuse, si è limitato ad una dichiarazione standard: "L'Uefa fin da quelle stagioni è sempre stata all'avanguardia nella lotta al match-fixing. Abbiamo sempre avuto una grande cooperazione con gli organi di giustizia per questo argomento. Quanto prospettato nel 2012 dalla federcalcio turca in quella mail era in linea con le misure disciplinari dell'Uefa, che includono le penalizzazioni di punti ma anche la retrocessione dei club a seconda dei casi".