Azerbaijan

Mai così vicine

domenica 23 febbraio 2020

ROMA - Italia e Azerbaijan mai così vicini. Nel giorno della visita italiana del presidente della Repubblica dell’Azerbaijan Ilham Aliyev, il nostro sistema industriale stringe importanti accordi con quello azero. Tra questi ovviamente ce ne è uno che riguarda direttamente il Tap, il gasdotto strategico appena ultimato in grado di rifornire l’Italia proprio del prezioso gas proveniente dal Paese asiatico.
La prima importante firma ha interessato Snam, che del consorzio Tap è azionista forte. Più nel dettaglio, si è trattato di siglare un accordo con Socar, società energetica a controllo pubblico dell’Azerbaigian. La collaborazione punta a trovare soluzioni più efficienti per l’utilizzo dei gas rinnovabili e dell’energia sostenibile, anche con la prospettiva di utilizzare le nuove tecnologie nel gasdotto Tap, di cui le sue aziende sono socie con il 20% ciascuna. L’intesa si articola su tre fronti, tutti collegati alla transizione energetica e all’economia circolare. Ovvero, ricerca su biogas e del biometano, con la possibile costruzione di impianti di digestione anaerobica, promozione della mobilità sostenibile a gas naturale compresso (Cng), gas naturale liquefatto (Lng) e idrogeno (H2) e avvio di partnership con i costruttori automobilistici e di sviluppare il mercato del retrofit.
“Con questo progetto, Snam e Socar vogliono contribuire alla transizione energetica e all’economia circolare in Azerbaigian, rafforzando la collaborazione con l’Italia – commenta Marco Alverà, amministratore delegato di Snam – Inoltre, con lo sviluppo di biometano e idrogeno potrebbero aprirsi strade interessanti per l’utilizzo dei gas rinnovabili lungo il Corridoio Sud e quindi nel Tap, portando nuovi vantaggi di sostenibilità ambientale oltre ai benefici in termini di sicurezza e flessibilità degli approvvigionamenti”.
Ma non c’è solo Snam. Anche altri importanti aziende hanno sottoscritto accordi strategici con il governo azero. Cassa depositi e prestiti, Sace e Simest hanno siglato infatti un memorandum con l’Azerbaijan Investment Company, fondo statale azero che ha come obiettivo di promuovere la diversificazione dell`economia del paese caucasico. Obiettivo, “rafforzare la cooperazione e le opportunità di business fra le aziende italiane e le controparti azere, condividendo know-how nei rispettivi settori d`interesse e informazioni utili per lo svolgimento di attività imprenditoriali in Italia e Azerbaijan. In base all’intesa, Cdp potrà inoltre mettere a disposizione del fondo attività di formazione, capacity building e assistenza tecnica per l’export credit e il finanziamento degli investimenti.
Le due economie hanno molto in comune. L’interscambio commerciale con l’Azerbaijan vale quasi sei miliardi di euro ma è composto principalmente da importazioni italiane. Il Paese rappresenta per le aziende italiane un mercato ancora da esplorare, con un export che vale circa 300 milioni. Le vendite italiane verso Baku, capitale azera, provengono principalmente da settori come la meccanica strumentale, l’industria metallurgica e il tessile e abbigliamento. Non finisce qui. Nei prossimi anni, si apriranno tuttavia grandi possibilità anche per settori diversi, tipici del Made in Italy come l`arredamento, la ristorazione e le infrastrutture alberghiere e i prodotti del comparto agroalimentare-vinicolo.