Azerbaijan

Ferrari, che delusione!

lunedì 30 aprile 2018 Giorgio Ursicino/Il Messaggero Foto: Il Messaggero

BAKU - Ancora un vincitore che non t’aspetti, ancora un gran premio deciso dalle strategie e, soprattutto, dall’ingresso della safety car. La cosa positiva è che quest’anno ci sono tre squadre in grado di lottare per la vittoria, con sei vetture e altrettanti piloti in grado di arrampicarsi sul gradino più alto del podio e di rendere le corse entusiasmanti.
A Baku l’esotico Gran Premio d’Azerbaijan sembrava saldamente nelle mani di Sebastian Vettel, molto più delle due gare che il tedesco ha vinto quest’anno (Australia e Bahrain) dove è stato aiutato dall’astuta strategia messa in campo dal box di Maranello. Seb sulle sponde del Mar Caspio aveva conquistato la terza pole di fila e aveva guidato la gara fino ad oltre la metà (al pit stop per il cambio gomme) con notevole autorità, non dando mai l’impressione di temere le due Frecce d’Argento che lo seguivano senza mai avvicinarsi. Invece, con un avvincente finale, il trionfo è andato al campione del mondo Lewis Hamilton (il suo primo nel 2018) che, approfittando della quarta piazza del tedesco di Maranello, si prende anche la vetta della classifica mondiale con 4 punti di vantaggio sul rivale del Cavallino.
Il britannico sul traguardo ha incredibilmente preceduto la SF71H di Kimi Raikkonen in fondo al gruppo ad inizio gara dopo avere effettuato un’imprevista sosta ai box per sostituire l’ala anteriore danneggiata per un duro contatto con la Force India di Ocon. A rendere possibile il ribaltone è stata la safety car spedita in pista dal direttore di corsa per togliere di mezzo i rottami e i detriti delle due Red Bull distrutte in un fratricida tamponamento di Daniel Ricciardo a Max Verstappen (la colpa in questo caso non è così certa che sia del tamponante visto che l’olandese in rettilineo cambiava direzione come un’anguilla).
Con la vettura di sicurezza in pista, la corsa passava saldamente nelle mani del solidissimo Valterri Bottas, forse l’unico pilota che non ha commesso nemmeno il minimo errore a Baku perché, effettuando la sua unica sosta ai box quando l’andatura del gruppone era rallentata, riusciva a scavalcare Vettel (un po’ quello che è accaduto in Australia fra Hamilton e Vettel). In realtà il bravo Valtteri sarebbe potuto passare al comando anche senza l’aiuto della safety car, ma per merito della sua eccellente guida e della strategia studiata dagli uomini di Stoccarda. Il finlandese della Stella, infatti, era riuscito a percorrere 40 giri (su un totale di 51) con le supersoft facendo oltretutto dei tempi eccellenti anche quando i pneumatici erano usurati. Bottas avrebbe montato le ultrasoft e in dieci giri avrebbe potuto facilmente recuperare i circa dieci secondi di ritardo da Sebastian che invece utilizzava le soft gialle con diversi giri sulle spalle. L’eventualità non si è verificata poiché è stata la safety a spingere Valtteri in prima posizione e a quel punto Vettel, Hamilton e Raikkonen hanno fatto la stessa mossa mettendosi almeno a pari gommatura poiché non avrebbero avuto alcuna chance di infastidire il leader con gomme più dure e pure più vecchie.
La safety è rimasta a lungo in pista poiché in regime di andatura ridotta Grosjean appiccicava la sua Haas contro il muro nel tentativo di scaldare le coperture. La gara è ripresa a tre giri dalla fine, un mini gran premio con i quattro migliori tutte con gomme ultrasoft nuove. Sebastian non ci stava a rinunciare ad un trionfo che sentiva suo e tentava subito l’attacco in fondo al rettilineo di partenza. Valtteri, ancora una volta, non sbagliava: frenava al punto giusto e il tedesco, che si era infilato all’interno con una frenata profonda a gomme non ancora incandescenti, era costretto all’inchiodata, finiva lungo e, oltre a ridare la posizione a Bottas, veniva scavalcato anche da Hamilton e dal compagno Raikkonen. La doppietta Mercedes appariva sicura, ma il leader finlandese forava sui detriti ed era costretto alla resa. Primo Lewis davanti a Kimi, terzo Sergio Perez con la Force India che toglieva il podio a Seb penalizzato dagli pneumatici spiattellati. Eccellente la corsa di Sainz (5° con la Renault), del giovane Leclerc con un’Alfa Romeo in crescita (6°) e di Alonso (7° con la McLaren-Renault) .