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Ad Ankara 150 anni di arte ottomano/turca

16 marzo 2021 Servizio ripreso da Giuseppe Mancini/Il Giornale dell'Arte Foto: Il Giornale dell'Arte

ROMA - Il Museo Statale di Pittura e Scultura di Ankara è un compendio di storia dell’arte ottomana e turca degli ultimi 150 anni, ospitato in un edificio iconico: nato nel 1927-30 nella nuova capitale per ospitare un’associazione culturale nazionalista (da cui la presenza di un teatro da 400 posti, anch’esso restaurato), trasformato in museo nei primi anni ’80, riapre dopo due anni di lavori (restauro strutturale e riallestimento).
La collezione (3.629 pezzi tutti digitalizzati) era stata costituita dagli anni ’70, sfruttando principalmente materiale disperso in uffici pubblici, poi arricchito da acquisti e donazioni. Il percorso cronologico presenta tutte le maggiori correnti locali fino ai nostri giorni. L’allestimento, dall’illuminazione ben curata, vanta un uso intelligente delle nuove tecnologie e app informative.
Tra le 240 opere in mostra, «Il venditore di armi» di Osman Hamdi Bey di fine ’800, scene della guerra d’indipendenza (1919-23), paesaggi anatolici, ritratti della principessa Fahrünnisa Zeyd, le scene parigine di Fikret Mualla Saygý, le vedute astratte di Devrim Erbil. Una mostra temporanea racconta la storia dell’edificio e la sua trasformazione in museo.