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Riaperte le collezioni orientaliste dei sultani

lunedì 15 marzo 2021 Servizio ripreso da Giuseppe Mancini/Il Giornale dell'Arte Foto: Il Giornale dell'Arte

ROMA - Ha riaperto in riva al Bosforo il Museo di pittura del Palazzo imperiale di Dolmabahçe, ospitato in quella che era la residenza del principe ereditario costruita nel 1856.
Inaugurato nel 2014 con un primo allestimento parziale, completato negli anni successivi, è dotato di oltre 11mila metri quadrati divisi tra spazi espositivi su due piani (negli appartamenti finemente decorati), laboratori di restauro, depositi.
Il percorso di visita si snoda attraverso 34 sale tematiche, con 553 opere delle oltre 3mila che fanno parte della collezione. Una raccolta che ha un’origine unica: perché è stata assemblata direttamente dai sultani, attraverso committenze dirette e acquisti a Parigi di autori orientalisti, poi arricchita da pittori turchi di formazione o ispirazione europea.
Comprende capolavori dei pittori europei di corte, come Fausto Zonaro: le grandi tele sulla conquista di Istanbul da parte di Maometto II, o di carattere militare. Spiccano la galleria con i ritratti dei sultani, la raccolta di vedute marine di Ivan Ajvazovskij, nel Salone delle cerimonie, e si può visitare lo studio dell’ultimo califfo Abdülmecid II, che ha dipinto la deposizione del cugino Abdülhamid nel 1909.