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Scoperte le tracce di un regno sconosciuto

30 gennaio 2021 Servizio ripreso da Luigi Bignani/Business Insider Foto: Business Insider

ROMA - Re Mida è conosciuto da tutti, anche se pochi sanno quando e dove è vissuto, perché quel re trasformava in oro tutto ciò che toccava. Lo vuole il mito ovviamente, ma la sua fama ha travalicato il tempo.
Ma anche per quell’uomo arrivò la fine dei suoi giorni e grazie ad una scoperta ancora in evoluzione sembra che la causa della sua scomparsa, almeno come Re, debba essere imputata ad un governatore di un regno finora sconosciuto o di cui si hanno pochissime notizie. La storia di una scoperta archeologica ancora tutta da scrivere inizia nel 2019, quando un gruppo di archeologi stava indagando su un antico sito di tumuli nella Turchia centrale chiamato Türkmen-Karahöyük. In questa vasta pianura i reperti archeologici abbondano e alla notizia del rinvenimento di una stele non si diede particolare importanza. Il reperto era stato portato alla luce da un contadino locale, che stava lavorando ad un canale. Pensò di rendere pubblica la sua scoperta perché la stele era molto grande e su di essa vi erano scritte a lui sconosciute.
Solo ad inizio 2020 l’archeologo James Osborne dell’Università di Chicago si prestò ad andare a visitare quella pietra e dopo averla esaminata disse in un’intervista al Chicago News: ”La si poteva ancora vedere fuoriuscire dall’acqua… quindi sono letteralmente saltato nel canale dove l’acqua mi arrivava alla vita. È stato subito chiaro che era qualcosa di molto antico e c’è voluto poco per capire che le iscrizioni erano in Luwian, la lingua usata in quella zona durante l’età del bronzo e del ferro”.
Con l’aiuto di specialisti in quella lingua, gli archeologi hanno capito che i geroglifici su quell’antico blocco di pietra raccontavano di una vittoria militare. E non di una vittoria militare qualsiasi, ma della sconfitta della Frigia, un regno dell’Anatolia che esisteva circa 3.000 anni fa con capitale Gordio. La casa reale fu governata da almeno un paio di re diversi chiamati Midas, ma la datazione della stele, sulla base dell’analisi linguistica, suggerisce che i geroglifici del blocco farebbero riferimento al re Mida, proprio quello del famoso ‘tocco d’oro’ del mito.
I geroglifici raccontano la vittoria del re chiamato Hartapu il quale avrebbe catturato Mida con la forza. Lo scritto, tra l’altro, dice: “Gli dei della tempesta consegnarono il re [avversari] a sua maestà”. Ciò che è importante non è solo il fatto che qui si racconta la fine del re Mida, ma anche il fatto che non si sa quasi nulla del re Hartapu, né del regno da lui governato e quindi getta nuova luce su quest’ultimo.
La stele inotre, suggerisce che il gigantesco tumulo di Türkmen-Karahöyük potrebbe sorgere proprio in prossimità della capitale di Hartapu, che si estendeva su diversi chilometri quadrati durante il suo periodo di massimo splendore.
“Non avevamo idea di questo regno”, ha detto Osborne . “In un lampo, abbiamo ricevuto nuove e profonde informazioni sull’età del ferro in Medio Oriente”. E siamo solo agli inizi perché c’è ancora molto da scavare in questo progetto archeologico in corso. “All’interno di quest’area ci sono certamente palazzi, monumenti, case – ha detto Osborne – da portare alla luce. Questa stele è stata una scoperta meravigliosa e incredibilmente fortunata, ma davvero è solo l’inizio”.