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Un invito a goderci la vita: il carpem latino

lunedì 18 dicembre 2919 Servizio ripreso da Maria Grazia Bragaglia Foto: Internet

ISTANBUL - È in prossimità del Natale, o di particolari ricorrenze, che ci si rende conto di quanto sia importante vivere e godersi la vita e ogni suo attimo insieme alle persone che più si amano.
Dello stesso parere, ma senza il tema natalizio, è un mosaico ritrovato ad aprile 2016 in Turchia risalente a 2400 anni fa. Perché prima del Natale, con l’albero e il presepe, prima del Carpe Diem, queste esortazioni erano compito dei simboli della morte.
Infatti, non tutti forse sanno dell’esistenza di questo mosaico saggio, ma bizzarro al tempo stesso. Nella provincia di Hatay, al confine tra la Turchia la Siria, una squadra di archeologi ha riportato alla luce quello che si ritiene essere il pavimento della sala da pranzo. Apparteneva a una nobile abitazione del III secolo a. C. della città greco-romana di Antiochia. Come riportato dall’archeologa Demet Kara, del Museo Archeologico di Hatay, “due sono le cose molto importanti tra le classi d’élite nel periodo romano in termini di attività sociali. La prima è il bagno, la seconda è la cena”.
Il protagonista è lo “scheletro spericolato” o “allegro”, come lo chiamano gli studiosi: infatti è raffigurato adagiato leggermente all’indietro, poggiato con un gomito su un cuscino, e con un boccale in mano. Nello stesso riquadro compaiono anche un’anfora di vino e una pagnotta di pane. Il mosaico, inoltre, riporta una scritta in greco antico. Anzi, un invito da parte del simbolo della morte per antonomasia: siate felici, godetevi la vita.
L’opera è stata rinvenuta durante gli scavi per la costruzione di una funivia, lavori interrotti allo scopo di riportare alla luce altri reperti archeologici dell’antica città di Antiochia. Gli esperti lo definiscono un mosaico quasi unico al mondo perché un altro simile, ma meno raffinato, è stato trovato in Italia. Si tratta dello “scheletro coppiere”, rinvenuto nella zona vesuviana e risalente al I secolo d. C., ora custodito a Napoli. Da uno scheletro di epoca precristiana, può arrivare il saggio invito a dare valore ad ogni attimo della vita, e a trascorrerlo con le persone più amate.