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Il sito di Gobekli Tepe in primo piano

14 novembre 2019 Servizio ripreso da AnsaMed Foto: AnsaMed

NAPOLI - C'è il sito archeologico di Gobeklitepe, Patrimonio Mondiale Unesco dal 2018, in primo piano nell'impegno della Turchia alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, in corso da oggi a domenica. Il 2019 è infatti per il Paese l'Anno di Gobeklitepe, per sottolineare l'importanza cruciale che questo sito riveste.
Il sito archeologico si trova vicino al villaggio di Orencik, a circa 18 km dalla città di Sanliurfa, nel sud est della Turchia. Gli scavi effettuati dall'archeologo tedesco Klaus Schmidt, dal 1995 al 2014, hanno permesso di rinvenire il più antico esempio di tempio in pietra del mondo che risale a 11.600 anni fa. La scoperta ha rivoluzionato la visione dell'archeologia e del mondo antico: sembra infatti che proprio l'organizzazione sociale necessaria alla costruzione di questo tempio abbia portato alla nascita di un centro abitativo con la conseguente necessità di sviluppare alcune pratiche agricole.
Precedentemente si pensava che fossero nate prima le città e poi i luoghi di culto, ora sembra che proprio la religione sia stata la causa dell'organizzazione di un centro abitativo complesso.
Il sito presenta monumentali strutture megalitiche circolari e rettangolari, interpretate come recinti, che furono erette dai cacciatori-raccoglitori nell'era neolitica - prima dello sviluppo dell'agricoltura - tra il 9.600 e il 8.200 a.C.. È plausibile che questi monumenti siano stati usati per rituali di natura probabilmente funeraria. I caratteristici pilastri a forma di T sono scolpiti con immagini di animali selvatici, fornendo informazioni sul modo di vivere e sulle credenze delle popolazioni che vivevano nell'Alta Mesopotamia superiore circa 11.500 anni fa. Gobeklitepe sarà al centro, sabato alle 17, di un conferenza dedicata, organizzata in collaborazione con l'Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata di Turchia, a cui interverranno anche Eylem Ozdogan, professore associato del Dipartimento di Preistoria dell'Università di Istanbul, Murat Salim Esenli, ambasciatore della Repubblica di Turchia in Italia e di Serra Aytun Roncaglia, direttrice dell'Ufficio Cultura e Informazioni.
Domenica si svolgerà la presentazione delle Iniziative tra Italia e Turchia in campo archeologico a cura di Serra Aytun Roncaglia. Attualmente nel Paese ci sono 122 scavi gestiti da missioni turche e 31 scavi gestiti da missioni estere in collaborazione con team turchi, per un totale di 153 progetti di scavo. Di grande importanza, e attiva da decenni, è anche la collaborazione tra istituzioni turche e italiane nel settore archeologico.