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Mi presento, d'ora in poi mi chiamo Istanbul

martedì 28 marzo 2018 Gianmarco Cenci/L'Indro Foto: Pinterest

ISTANBUL - Piombiamo su questa Terra all’improvviso e ci sembra che le città esistano da sempre. Le loro strade, i loro palazzi, i monumenti del centro e i quartieri delle periferie.
Quasi non si nota la continua metamorfosi a cui sono sottoposte dall’intervento umano e, talvolta, dagli incidenti della natura. Invece ognuna ha una propria genesi, più o meno pianificata, legata a ragioni economiche, commerciali, strategiche, geografiche, e ha una propria storia che l’ha portata allo sviluppo che la caratterizza tutt’oggi. E, a tal proposito, che cosa caratterizza una città più del proprio nome? Diciamo ‘Roma’ e subito pensiamo alla sua storia millenaria, al Colosseo, ai suoi pregi così come ai suoi difetti; diciamo ‘New York’ e il pensiero corre ai grattacieli, a Wall Street e ai vari film e serie televisive ambientate nella ‘Grande Mela’. E questo vale, in misura diversa, per tutte le città.
Alcune di queste, tuttavia, non mantengono lo stesso nome per tutto l’arco della propria vita. Essendo il nome qualcosa che la lega inevitabilmente con la propria storia passata – ed essendo la storia qualcosa che, per varie ragioni, talvolta si vuole accantonare – ecco che si interviene anche a livello toponomastico, per segnare un nuovo inizio, un nuovo capitolo. Alla città di Istanbul questo è capitato parecchie volte. Il suo nome originario era Bisanzio (da cui il nome di Impero Bizantino), dal nome di un antico re greco, a sottolinearne le origini. Quando la capitale dell’Impero romano venne trasferita qui, l’Imperatore Costantino la rinominò Nuova Roma, ma negli anni successivi venne preferito il nome Costantinopoli, che restò in vigore fino all’inizio della dominazione ottomana, a seguito del crollo dell’Impero romano d’Oriente nel 1453.
A questo nome, gli ottomani affiancarono quello di Istanbul, di etimologia incerta: probabilmente deriva da una formula greca che significava ‘quella città’. Ma è dal 28 marzo 1930 che Istanbul soppiantò definitivamente l’antico nome romano: con l’adozione dell’alfabeto latino per le parole turche, si traslitterò dall’alfabeto arabo la parola Istanbul, che divenne così l’unico nome riconosciuto per riferirsi alla più grande città della Turchia. Nello stesso anno e con un processo simile, la capitale Angora acquisì il nome odierno di Ankara.